San Giustino: cosa vedere. Il Castello Bufalini, la Repubblica di Cospaia e la storia del tabacco

19 Ottobre 2026

San Giustino: cosa vedere. Il Castello Bufalini, la Repubblica di Cospaia e la storia del tabacco

Scopri la valle · guida 4 di 11

Nel 1441 due torrenti con lo stesso nome cambiarono la storia di questo angolo di valle. San Giustino sta all’estremo nord dell’Umbria, a pochi chilometri da Città di Castello e dal confine con la Toscana. Qui un errore nel tracciare un confine fece nascere una repubblica che restò libera per quasi quattro secoli. A due passi c’è un castello di quattro torri che diventò villa di campagna, con un giardino e un labirinto di bosso. E intorno, la storia del tabacco, che in questa terra arrivò presto e lasciò il segno.

Il Castello Bufalini di San Giustino, con le torri angolari e la facciata a loggiato
Il Castello Bufalini. Foto: Fausto Braganti, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Ecco cosa vedere a San Giustino: il Castello Bufalini con le sue sale e il giardino all’italiana, Cospaia, la frazione che fu repubblica, e il Museo storico e scientifico del tabacco.

San Giustino, cosa vedere: il Castello Bufalini

All’inizio era un fortilizio militare dei Dotti, una famiglia di Sansepolcro. Dopo la battaglia di Anghiari, nel 1440, divenne un avamposto a difesa del territorio di Città di Castello. Sul finire del Quattrocento la Repubblica Fiorentina lo fece distruggere.

Nel 1487 passò a Niccolò di Manno Bufalini, che lo fece ricostruire su progetto dell’architetto romano Mariano Savelli e con le indicazioni di Giovanni e Camillo Vitelli, uomini d’armi esperti di fortificazioni. Ne uscì una fortezza a pianta quadrata irregolare, con quattro torri agli angoli, la più grande detta torre maestra, e un fossato pieno d’acqua tutto intorno.

Dagli anni Trenta del Cinquecento i Bufalini la trasformarono in residenza: sale ampie intorno a un cortile con due lati porticati, un loggiato e un ingresso monumentale in facciata. Il progetto fu di Giovanni di Alesso, detto Nanni Unghero; i lavori si chiusero intorno al 1560 con l’intervento del Vignola. Da fuori, però, la fortezza si riconosce ancora.

Il percorso di visita passa per la Sala degli Dei Pagani e la Sala di Prometeo, affrescate da Cristofano Gherardi; poi la Sala del Trono, con tele che raccontano scene dell’Antico Testamento e dell’Orlando Furioso, la Galleria dei Ritratti e la camera del cardinale Giovanni Ottavio Bufalini, con la sua culla. Dal luglio 1989 il castello è dello Stato, ed è un raro esempio di dimora nobiliare arrivata quasi intatta, con gran parte degli arredi messi insieme fra il Cinquecento e l’Ottocento. Giorni di apertura e biglietti sono sulla pagina del castello sul sito dei Musei nazionali dell’Umbria.

Il giardino e il labirinto

Fra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento l’architetto e pittore di Città di Castello Giovanni Ventura Borghesi fece del castello una villa di campagna, con un giardino all’italiana. Il giardino si vede ancora oggi nella forma voluta nel Settecento: il roseto, la galleria vegetale detta voltabotte, il cosiddetto «paradiso» e il labirinto, uno dei rari labirinti storici di siepi di bosso ancora presenti in Italia.

Il giardino all'italiana del Castello Bufalini a San Giustino
Il giardino all’italiana del castello. Foto: Roberto Brencio, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons

Cospaia, la repubblica nata da un errore

Nel 1441 papa Eugenio IV ricevette un prestito da Cosimo de’ Medici e diede in pegno a Firenze il territorio di Sansepolcro. Il nuovo confine doveva correre lungo il torrente Rio. Ma di torrenti con quel nome, a poca distanza l’uno dall’altro, ce n’erano due: Firenze scelse quello a nord, i rappresentanti del papa quello a sud. La piccola striscia di terra fra i due, Cospaia, rimase senza padrone, e i suoi abitanti si dichiararono indipendenti. Nel 1448 Firenze e lo Stato Pontificio ne riconobbero l’indipendenza.

La repubblica non aveva esercito né prigioni. La governavano un Consiglio degli Anziani e i capifamiglia, e una sola legge, che si legge ancora all’ingresso della chiesa dell’Annunziata: «Perpetua et firma libertas», libertà perpetua e salda. Durò fino al 26 giugno 1826, quando i suoi rappresentanti firmarono l’atto di sottomissione e il territorio fu diviso fra lo Stato della Chiesa e il Granducato di Toscana.

Cospaia in una vecchia cartolina in bianco e nero, con la didascalia «Cospaia unita a San Giustino Umbro»
Cospaia in una cartolina d’epoca. Foto: Riccardo Pizzardi, pubblico dominio, Wikimedia Commons

Oggi Cospaia è una frazione di San Giustino. Ogni anno, nell’ultimo fine settimana di maggio, una rievocazione storica ne racconta la vicenda.

Il tabacco e il suo museo

Intorno al 1575 arrivarono in questa zona i primi semi di tabacco. La pianta prese presto un soprannome, «erba tornabuona», e la sua coltivazione contribuì alla fortuna di Cospaia. Da allora il tabacco ha segnato per secoli l’economia e il paesaggio della valle.

Dal 2004 il Museo storico e scientifico del tabacco, negli spazi dell’ex Consorzio Tabacchicoltori, racconta questa storia. È il primo museo del genere in Umbria.

Il Festival a San Giustino

Il Cortile del Castello Bufalini è stato per sette estati di fila, dal 2018 al 2024, una sede del Festival delle Nazioni. Nel 2018 vi ha suonato il sassofono di Federico Mondelci con l’Italian Saxophone Quartet, con una prima esecuzione assoluta di Lukáš Sommer. Nel 2019 Gaia De Laurentiis e l’EsTrio hanno portato in scena «Pochi avvenimenti, felicità assoluta», nel bicentenario della nascita di Clara Schumann. Poi il Quartetto Werther nel 2020, il Faccini Piano Duo nel 2021, la zarzuela spagnola con Aída Gimeno e Mario Corberán nel 2022, il Trio Aeonium nel 2023 e il Trio Hermes nel 2024.

Dal 2024 il Festival è arrivato anche a Villa Graziani, la villa seicentesca di Celalba che ospita il Museo archeologico della Villa di Plinio il Giovane: lì nel 2024 il concerto dei finalisti del Concorso nazionale Alberto Burri per giovani gruppi di musica da camera, nel 2025 il Dynamis Piano Quartet. Il 3 settembre 2026, per la 59ª edizione, il Trio Chimera, vincitore del Concorso Burri 2025, ha suonato Haydn, Kagel e Shostakovich.

Il Trio Chimera in concerto a Villa Graziani, San Giustino, Festival delle Nazioni 2026
Il Trio Chimera a Villa Graziani, 3 settembre 2026. Foto: Archivio Festival delle Nazioni

Quando andarci e come arrivare

San Giustino si raggiunge in auto da Città di Castello, che dista pochi chilometri, andando verso il confine con la Toscana. Una mattina basta per il castello e il giardino; con Cospaia e il museo del tabacco si fa una giornata intera. Prima di partire conviene controllare giorni e modalità di visita del castello sulla pagina ufficiale. In autunno il paese ospita Sapori & Mestieri, e a fine maggio c’è la rievocazione di Cospaia: le date di ogni edizione sono sui canali del Comune.

Per raggiungere la valle e organizzare la visita, consulta la pagina Scopri la valle. Le altre guide ai Comuni sono nella sezione Scopri la valle.

Sostieni il Festival

Ogni estate il Festival delle Nazioni porta la musica nei cortili, nelle ville e nelle chiese della valle. Puoi aiutarci a tornarci anche l’anno prossimo con il 5 per mille o diventando socio: trovi tutto nella pagina Sostieni il Festival.

Fonti: Musei nazionali dell’Umbria (MiC), scheda del Castello Bufalini; Umbria Tourism, schede San Giustino e Repubblica di Cospaia; calendario dei concerti del Festival delle Nazioni. Foto: Fausto Braganti e Roberto Brencio (CC BY-SA 4.0), Riccardo Pizzardi (pubblico dominio), Wikimedia Commons; Archivio Festival delle Nazioni.

Condividi