Presentazione

59° Festival delle Nazioni
Omaggio alla Germania
e ai paesi di lingua germanica

Verso l’Europa: il viaggio musicale del Festival delle Nazioni 

La 59ª edizione del Festival delle Nazioni si inserirà nel percorso triennale avviato nel 2025 per rafforzare la vocazione internazionale della manifestazione e approfondire il dialogo con le grandi tradizioni artistiche europee. Dopo la Francia, protagonista dell’edizione 2025, il Festival rivolgerà il proprio sguardo alla Germania e ai Paesi di lingua tedesca, seconda tappa di un itinerario culturale che culminerà nel 2027 con una celebrazione dedicata all’Europa, in occasione del sessantesimo anniversario della manifestazione.

L’edizione 2026 proporrà un viaggio attraverso la Germania e i Paesi di lingua tedesca, dalle grandi capitali della Mitteleuropa – Berlino, Potsdam, Monaco di Baviera, Vienna e Salisburgo – per raccontare l’evoluzione della musica e della cultura tedesca dal Settecento alla contemporaneità. Il Festival esplorerà il ruolo della Germania come centro dell’Illuminismo, della modernità musicale e delle avanguardie artistiche, mettendo in relazione tradizione, innovazione e dialogo tra le arti.

Il percorso prenderà avvio dall’universo musicale di Johann Sebastian Bach, protagonista del concerto inaugurale, per proseguire con un approfondimento dedicato alle corti di Federico II di Prussia, dove si intrecciano le figure di Bach e di suo figlio Carl Philipp Emanuel Bach, e attraversare quindi Vienna e Salisburgo con Mozart, Beethoven, Mahler e Schönberg, fino ad arrivare a Kurt Weill, simbolo della vivacità culturale della Repubblica di Weimar e della libertà creativa messa alla prova dagli eventi del Novecento.

La programmazione alternerà concerti cameristici, spettacoli interdisciplinari e produzioni originali, affidati a interpreti e ensemble di rilievo internazionale accanto a giovani musicisti emergenti, confermando la vocazione del Festival come luogo di incontro tra generazioni, linguaggi e tradizioni.

Artista in residenza sarà Ramin Bahrami, protagonista del concerto inaugurale e di due progetti dedicati a Johann Sebastian Bach: Metti una sera a Sanssouci, ispirato allo storico incontro tra Bach e Federico il Grande, e la prima assoluta di Bach Dance Concert – in door, realizzata insieme alla Compagnia Zappalà Danza. Accanto a Bahrami, la 59ª edizione ospiterà Elio con lo spettacolo La rivalutazione della tristezza, Robert Lehrbaumer, Tamás Érdi, Luigi Piovano, la Wiener Kammersymphonie, il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, il Quartetto di Venezia, il Trio Yablonsky e il Trio d’Archi di Salisburgo. Il programma proporrà pagine dei grandi maestri della tradizione tedesca e mitteleuropea, da Johann Sebastian Bach a Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, Mahler e Schönberg, fino al Novecento di Kurt Weill, Erich Wolfgang Korngold e alle espressioni della musica contemporanea.

Attraverso questo percorso, il Festival delle Nazioni trasformerà ancora una volta il territorio in un luogo d’incontro tra storia, memoria e contemporaneità, facendo risuonare la grande eredità musicale tedesca ed europea come un patrimonio vivo, capace di interrogare il presente e aprire nuove prospettive sul futuro. Un cammino che condurrà verso la 60ª edizione, che nel 2027 sarà dedicata all’Europa: un’occasione per celebrare sessant’anni di storia del Festival e rinnovare la sua vocazione originaria di spazio aperto al dialogo tra culture e linguaggi artistici, nel segno della musica come strumento universale di conoscenza e condivisione.

59° Festival delle Nazioni
Omaggio alla Germania
e ai paesi di lingua germanica

Verso l’Europa: il viaggio musicale del Festival delle Nazioni 

La 59ª edizione del Festival delle Nazioni si inserirà nel percorso triennale avviato nel 2025 per rafforzare la vocazione internazionale della manifestazione e approfondire il dialogo con le grandi tradizioni artistiche europee. Dopo la Francia, protagonista dell’edizione 2025, il Festival rivolgerà il proprio sguardo alla Germania e ai Paesi di lingua tedesca, seconda tappa di un itinerario culturale che culminerà nel 2027 con una celebrazione dedicata all’Europa, in occasione del sessantesimo anniversario della manifestazione.

L’edizione 2026 proporrà un viaggio attraverso la Germania e i Paesi di lingua tedesca, dalle grandi capitali della Mitteleuropa – Berlino, Potsdam, Monaco di Baviera, Vienna e Salisburgo – per raccontare l’evoluzione della musica e della cultura tedesca dal Settecento alla contemporaneità. Il Festival esplorerà il ruolo della Germania come centro dell’Illuminismo, della modernità musicale e delle avanguardie artistiche, mettendo in relazione tradizione, innovazione e dialogo tra le arti.

Il percorso prenderà avvio dall’universo musicale di Johann Sebastian Bach, protagonista del concerto inaugurale, per proseguire con un approfondimento dedicato alle corti di Federico II di Prussia, dove si intrecciano le figure di Bach e di suo figlio Carl Philipp Emanuel Bach, e attraversare quindi Vienna e Salisburgo con Mozart, Beethoven, Mahler e Schönberg, fino ad arrivare a Kurt Weill, simbolo della vivacità culturale della Repubblica di Weimar e della libertà creativa messa alla prova dagli eventi del Novecento.

La programmazione alternerà concerti cameristici, spettacoli interdisciplinari e produzioni originali, affidati a interpreti e ensemble di rilievo internazionale accanto a giovani musicisti emergenti, confermando la vocazione del Festival come luogo di incontro tra generazioni, linguaggi e tradizioni.

Artista in residenza sarà Ramin Bahrami, protagonista del concerto inaugurale e di due progetti dedicati a Johann Sebastian Bach: Metti una sera a Sanssouci, ispirato allo storico incontro tra Bach e Federico il Grande, e la prima assoluta di Bach Dance Concert – in door, realizzata insieme alla Compagnia Zappalà Danza. Accanto a Bahrami, la 59ª edizione ospiterà Elio con lo spettacolo La rivalutazione della tristezza, Robert Lehrbaumer, Tamás Érdi, Luigi Piovano, la Wiener Kammersymphonie, il Bavarian Brass Sextet Ensemble Classique, il Quartetto di Venezia, il Trio Yablonsky e il Trio d’Archi di Salisburgo. Il programma proporrà pagine dei grandi maestri della tradizione tedesca e mitteleuropea, da Johann Sebastian Bach a Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert, Brahms, Mahler e Schönberg, fino al Novecento di Kurt Weill, Erich Wolfgang Korngold e alle espressioni della musica contemporanea.

Attraverso questo percorso, il Festival delle Nazioni trasformerà ancora una volta il territorio in un luogo d’incontro tra storia, memoria e contemporaneità, facendo risuonare la grande eredità musicale tedesca ed europea come un patrimonio vivo, capace di interrogare il presente e aprire nuove prospettive sul futuro. Un cammino che condurrà verso la 60ª edizione, che nel 2027 sarà dedicata all’Europa: un’occasione per celebrare sessant’anni di storia del Festival e rinnovare la sua vocazione originaria di spazio aperto al dialogo tra culture e linguaggi artistici, nel segno della musica come strumento universale di conoscenza e condivisione.