
6 Ottobre 2026
Pietralunga: cosa vedere. La rocca, la Pieve de’ Saddi e il drago
Scopri la valle · guida 1 di 11
In una pieve fuori dal paese, un santo uccide un drago da più di mille anni. È scolpito nella pietra, in un bassorilievo dell’VIII secolo, e per vederlo si arriva a Pietralunga: un borgo murato in cima a una dorsale, sul versante nord-orientale della Valle del Tevere, dove le colline cominciano a diventare Appennino. Intorno, boschi e valli verdi; sotto, la Valle Carpinella.

Ecco cosa vedere a Pietralunga: la rocca longobarda, la Pieve de’ Saddi con il santo e il drago, la Pieve di Santa Maria, i vicoli del borgo e, poco fuori, un santuario e un’abbazia sulle colline.
Dagli Umbri ai Longobardi
Pietralunga nasce al tempo degli antichi Umbri, gli stessi delle Tavole Eugubine. Nel territorio è stato ritrovato perfino un flauto preistorico ricavato da un osso, oggi al Museo Archeologico di Perugia. In epoca romana qui passavano ville, acquedotti e strade: un diverticolo collegava l’alta Umbria alla via Flaminia. Nel Trecento il borgo si sottomette spontaneamente a Città di Castello e ci resta fino al 1817, quando torna Comune autonomo.
La rocca longobarda
Il giro comincia dal cuore del paese: la rocca costruita dai Longobardi intorno all’VIII secolo. Ne restano i resti della porta d’accesso dell’antico maniero.

La Pieve de’ Saddi: il santo e il drago
Per il drago bisogna uscire dal paese. La Pieve de’ Saddi è un esempio tipico di basilica paleocristiana, costruita intorno alla cripta che custodiva la tomba di san Crescenziano. All’interno, il bassorilievo dell’VIII secolo mostra il santo che uccide il drago: una delle immagini più antiche della valle.

La Pieve di Santa Maria
Tornati in paese, la Pieve di Santa Maria si affaccia su piazza Fiorucci con un portale romanico del 1279. Dentro conserva l’affresco del Martirio di san Sebastiano attribuito a Raffaellino del Colle e una copia del polittico di Ottaviano Nelli, il cui originale è alla Galleria Nazionale dell’Umbria.
I vigoli, il santuario e l’abbazia
Il centro storico è un borgo medievale chiuso dalle mura e attraversato dai vigoli, come qui si chiamano le stradine. A circa due chilometri a sud c’è il santuario della Madonna dei Rimedi, l’antica pieve suburbana; più lontano, su una collina isolata lungo la strada per Reggio, l’abbazia di San Benedetto Vecchio.
Il Festival a Pietralunga
Negli ultimi anni la Pieve di Santa Maria è diventata una delle sedi del Festival delle Nazioni. Nel 2025 Alessandro Marangoni vi ha suonato al pianoforte i Péchés de vieillesse, l’altro volto di Rossini; nel 2026, per la 59ª edizione, Daniela Pini, Fulvio Fiorio e Davide Burani hanno portato voce, flauto e arpa in «Ornamenti Europei», da Bach a Rossini.

Quando andarci e come arrivare
Pietralunga si raggiunge in auto da Città di Castello, salendo verso nord-est. È anche una tappa della Via di Francesco, il cammino da La Verna ad Assisi, fra Città di Castello e Gubbio. Una mezza giornata basta per il borgo e la Pieve de’ Saddi; con il santuario e l’abbazia serve una giornata. Ogni autunno, a ottobre, il paese ospita la Mostra Mercato del Tartufo Bianco e della Patata: le date di ogni edizione sono sui canali del Comune e della Pro Loco.
Per raggiungere la valle e organizzare la visita, consulta la pagina Scopri la valle. Le altre guide ai Comuni sono nella sezione Scopri la valle.
Sostieni il Festival
Ogni estate il Festival delle Nazioni porta la musica nei borghi della valle, fin nelle pievi più lontane. Puoi aiutarci a tornarci anche l’anno prossimo con il 5 per mille o diventando socio: trovi tutto nella pagina Sostieni il Festival.
Fonti: Umbria Tourism; calendario dei concerti del Festival delle Nazioni. Foto: Sirleonidas e Mongolo1984 (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons; Festival delle Nazioni.


