ORT_OrchestradellaToscana_2©MarcoBorrelli

Orchestra della Toscana/Joachim Jousse
Sabato 3 settembre ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Orchestra della Toscana
Joachim Jousse direttore

CAMILLE SAINT-SAËNS Samson et Dalila: Bacchanale
LÉO DELIBES Lakmé: Invitation à la danse, Entracte
ALBERT ROUSSEL Le Festin de l’araignée op. 17
HECTOR BERLIOZ Benvenuto Cellini: Ouverture
GIUSEPPE VERDI Aida: Ouverture
JULES MASSENET Thaïs: Meditation
GEORGES BIZET Carmen: estratti dalla Suite n. 1 e n. 2

 

In un affresco musicale dedicato alla Francia di fine diciannovesimo secolo non poteva mancare un capitolo dedicato all’influsso che le culture extra-europee ebbero sulla produzione di musica ‘colta’ di quel tempo. L’impero coloniale francese era alla sua massima espansione nei continenti americano, asiatico e africano. Il rapporto con le terre d’oltremare era intenso, non solo dal punto di vista commerciale. Nella madrepatria cominciarono ad arrivare i ritmi caraibici, le nuove melodie tradizionali dei Paesi più lontani e fino a ora sconosciuti, oltre alle timbriche del tutto inedite per gli europei, dovute all’importazione di un ricco strumentario etnico, che si riscontra molto minore, per esempio, nella musica tedesca o inglese dello stesso periodo. Nuovi strumenti a tastiera, come lo xilofono, la marimba, il tam tam, il gamelan, per fare qualche esempio, arricchirono in maniera determinante il suono dell’orchestra sinfonica occidentale. Saint-Saëns, Delibes, Roussel, Berlioz, Verdi, Massenet e Bizet – gli autori proposti nel concerto di chiusura del Festival con l’Orchestra della Toscana diretta dal francese Joachim Jousse – sono solo alcuni dei compositori che assistettero a quell’‘invasione’ rimanendone inevitabilmente affascinati, e che cercarono di ricreare all’interno del loro linguaggio, ciascuno a suo modo, quelle esotiche suggestioni musicali