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Mercoledì 26 agosto ore 21.00

Città di Castello, Cimitero Monumentale

IMMAGINI E SUONI DELLA GRANDE GUERRA
Progetto multimediale per il Festival 2015 PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

Gabriella Zanchi soprano
Leonora Baldelli pianoforte
Corale “Marietta Alboni”
Marcello Marini direttore del coro
Maurizio Perugini voce recitante
Testi e documentazione storica a cura di Alvaro Tacchini
Alberto Brizzi e Marco Capaccioni regia del suono – moltimedia

E. A. Mario, “La leggenda del Piave” per coro a 4 voci miste, soprano e pianoforte (armonizzazione di Marcello Marini)
Anonimo, “O Gorizia tu sei maledetta” per coro a 4 voci miste, soprano e pianoforte (armonizzazione di Marcello Marini, elaborazione pianistica di Leonora Baldelli)
Anonimo, “Ta-Pum” per coro a 4 voci miste (armonizzazione di Marcello Marini)
Franz Liszt, Rapsodia ungherese n. 5 Héroide élégiaque per pianoforte
Zoltán Kodály, “Canto della sera” per coro a 4 voci miste
Morten Lauridsen, “O nata lux” da Lux aeterna per coro a 5 voci miste
Francesco Paolo Tosti, “A Vucchella” su testo di Gabriele D’Annunzio per soprano e pianoforte
Anonimo, “Il testamento del capitano” per coro a 4 voci miste (armonizzazione di Marcello Marini)
Enrico Cannio, “’O surdato ‘nnammurato” per soprano, coro a 4 voci miste e pianoforte (armonizzazione di Marcello Marini, trascrizione di Leonora Baldelli)
Giuseppe De Marzi, “Signore delle cime” per coro a 4 voci miste e soprano
Giacomo Puccini, “Chi il bel sogno di Doretta” da La rondine per soprano e pianoforte
Karl Jenkins, “God shall wipe away all tears” da The Armed Man per coro a 4 voci miste, soprano e pianoforte

Nella storia degli uomini alcune date sono indimenticabili: tra queste c’è il 1914. Quell’anno l’Europa avvampò, bruciando sotto le fiamme di un conflitto che presto raggiunse portata mondiale e che uccise quasi dieci milioni di persone. Inizialmente neutrale, l’Italia intervenne il 25 maggio 1915, dichiarando guerra all’Austria-Ungheria.
Senza voler indagare i motivi che accesero il conflitto – perché ogni conflitto è di per sé ingiusto ed esecrabile – il nuovo progetto multimediale prodotto dal Festival delle Nazioni dà voce alla Valtiberina e a coloro che nella vallata umbra vissero sulla propria pelle le speranze e le inquietudini della Grande Guerra, e gli ideali di un’epoca che ha segnato profondamente il nostro tempo.
Le parole lette nei diari, negli epistolari e nelle memorie di quegli uomini, insieme ai brani corali e alle canzoni popolari entrate a far parte del nostro repertorio tradizionale, disegnano un affresco in cui immagini d’epoca e musica s’intrecciano in un lavoro originale di rielaborazione e manipolazione del suono dal vivo.