Ensemble Suono Giallo ©Emanuele Vanni ok

Ensemble Suono Giallo
Domenica 28 agosto ore 21.00

Città di Castello, Palazzo Vitelli alla Cannoniera

 

Ensemble Suono Giallo
Andrea Biagini flauto
Michele Bianchini sassofono
Fabio Battistelli clarinetto
Simone Nocchi pianoforte
Laura Mancini percussioni

L’ARGENT O LA BANCA UNIVERSALE liberamente tratto da L’Argent di Émile Zola

drammaturgia e voce narrante di SANDRO CAPPELLETTO

musica di PIERRE THILLOY nuova commissione Festival delle Nazioni PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

THEOCHARIS PAPATRECHAS condamné à son éternité paralysée PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

GIOVANNI SCAPECCHI Prière à Dieu dal Trattato sulla tolleranza di Voltaire PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

 

Un argomento di scottante attualità come la storia di un fallimento finanziario ha ispirato L’Argent o La banca universale, progetto in prima esecuzione assoluta su musica del compositore francese Pierre Thilloy commissionata dal Festival delle Nazioni, e drammaturgia firmata dallo scrittore e storico della musica Sandro Cappelletto. L’ispirazione non nasce dalle cronache di questi giorni – come di primo acchito si potrebbe pensare – ma da un’opera letteraria francese di fine Ottocento: il romanzo L’Argent (Il denaro) di Émile Zola, a sua volta ispirato alla parabola del banchiere Paul Eugene Bontoux e della banca d’affari Union Générale fallita nel 1882.
Thilloy, nato nel 1970 a Nancy e avviato agli studi musicali piuttosto tardi, è un compositore prolifico e dallo stile eclettico, con all’attivo sinfonie, concerti, una nutrita serie di lavori cameristici, trascrizioni e adattamenti. Giovani ma già affermati sono anche gli altri due autori delle musiche eseguite in prima assoluta nella seconda parte della serata: Theocharis Papatrechas, ateniese del 1988, e Giovanni Scapecchi, aretino classe ’77.
A fare da filo conduttore di questa serata dedicata alla musica di oggi è l’interpretazione dell’Ensemble Suono Giallo, formazione distintasi negli ultimi anni per la realizzazione di una raccolta di nuovi brani creata in occasione del centenario di Alberto Burri.