Ex Essiccatoi tabacco

Martedì 1 settembre ore 21.30

Città di Castello, Ex Essiccatoi del Tabacco, Sala “Non ama il nero”

Quartetto Prometeo
Giulio Rovighi violino
Aldo Campagnari violino
Massimo Piva viola
Francesco Dillon violoncello
Matteo Cesari flauto

Salvatore Sciarrino, Trovare un equilibrio, è necessario?  per flauto e quartetto d’archi PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA
Commissione del Festival delle Nazioni
Ludwig van Beethoven, Quartetto per archi in do diesis minore n. 14 op. 131
Ludwig van Beethoven, Quartetto per archi in do minore op. 18 n. 4

 Salvatore Sciarrino si vanta di essere nato libero e non in una scuola di musica. Ha cominciato a comporre dodicenne, da autodidatta; primo concerto pubblico nel 1962. Ma Sciarrino considera apprendistato acerbo i lavori anteriori al 1966, perché è allora che si rivela il suo stile personale. C’è qualcosa di veramente particolare che caratterizza questa musica: essa induce un diverso modo di ascoltare, un’emozionante presa di coscienza della realtà e di sé. E dopo quarant’anni il gigantesco catalogo delle sue composizioni è tuttora in una fase di sorprendente sviluppo creativo.
Nel centenario della nascita di Alberto Burri, il Festival delle Nazioni ha commissionato a Sciarrino una nuova composizione per flauto e quartetto d’archi, formazione con la quale il compositore siciliano, cittadino di Castello per scelta dal 1983, si misura per la prima volta. L’esecuzione di Matteo Cesari e del Quartetto Prometeo dialogherà con le opere di Burri del ciclo “Non ama il nero”, allestito dallo stesso artista negli anni Novanta nell’omonima sala degli Ex Essiccatoi del Tabacco, a pochi passi dal centro storico di Città di Castello.

Nel centenario della nascita di Alberto Burri

Alessio-Boni(2)

Mercoledì 2 settembre ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

VIENNA TRA DECADENZA ED ESPRESSIONISMO
Letture da Die letzten Tage der Menschheit di Karl Kraus

Testi a cura di Massimo Lo Iacono

Alessio Boni voce recitante
Streichquintett Wiener Kammersymphonie
Fritz Kircher violino
Cornelia Löscher violino
Wolfram Fortin viola
Sergio Mastro violoncello
Felipe Medina contrabbasso

Gustav Mahler, Bedächtig, nicht eilen, recht gemächlich dalla Sinfonia n. 4 in sol maggiore
Hans Gál, 5 Intermezzi op. 10
Erich Wolfgang Korngold, Märchenbilder (elaborazione per quintetto d’archi di Josip Maticic)
Ernst Krenek, Sieben leichte Stücke op. 146

Vienna a cavallo tra Otto e Novecento vive un periodo in equilibrio tra molteplici tensioni, che proromperanno nella violenza della Grande Guerra. Gli ideali di progresso scientifico e industriale, che persistono dalla Belle Epoque, convivono ora con forte un sentimento di crisi, che si concretizzerà nel giro di pochi anni con la disintegrazione dell’Austria-Ungheria. In questo panorama, è soprattutto a Vienna – più che nelle altre capitali europee – che si prende coscienza della fine di un’epoca e di quelle certezze filosofiche, storiche, politiche che erano state ereditate dall’Ottocento.
Il concerto del Quintetto d’archi dei Wiener Kammersymphonie propone alcuni esempi della musica scritta e ascoltata in questo periodo, puntando l’attenzione in particolare su quegli autori più sensibili che meglio interpretano l’atmosfera di ricerca di una nuova visione della vita che caratterizza il delicato momento storico: Mahler, con un tempo della quarta Sinfonia, scritta fra 1899 e 1901; Korngold con la Märchensuite scritta tra il 1910 e il 1920 e Gál con i cinque intermezzi del 1914.
Alessio Boni, popolare attore di teatro, legge alcune pagine degli Ultimi giorni dell’umanità, capolavoro satirico scritto da Kraus durante il conflitto mondiale. Lucido e visionario allo stesso tempo, Kraus ha saputo raccontare meglio di chiunque altro l’orrore della guerra.

 

Jorg Demus

Giovedì 3 settembre ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Jörg Demus pianoforte

Joseph Haydn, Andante con variazioni in fa minore Hob. XVII: 6 Un piccolo divertimento
Wolfgang Amadeus Mozart, Sonata in la maggiore n. 11 K331 Türkischer Marsch
Ludwig van Beethoven, Sonata in la bemolle maggiore n. 31 op. 110
Alban Berg, Sonata in si minore op. 1
Franz Schubert, 4 Impromptus op. 90 D899

Jörg Demus non ha bisogno di presentazioni. Il suo nome si legge nei libri di storia della musica, leggendario pianista austriaco che insieme a Friedrich Gulda e Paul Badura-Skoda costituì la cosiddetta “troika viennese”. Nella sua lunga carriera è stato spesso accanto a Karajan nel ruolo di solista e ancora oggi continua la sua attività concertistica e pedagogica in tutto il mondo.
Alle sue mani è affidato un programma che affianca classicismo viennese e avanguardia novecentesca: capolavori di Haydn, Mozart, Schubert e Beethoven, ovvero la cosiddetta prima scuola di Vienna, accostati alla Sonata opera 1 per pianoforte di Alban Berg, unica composizione dell’austriaco per questo strumento, composta tra il 1907 e il 1908 e considerata la prima opera per pianoforte della seconda Scuola di Vienna. È in forma-sonata, ma è strutturata in un unico movimento anche su suggerimento di Schönberg che, rispondendo ai dubbi di Berg, chiosò, “non c’è altro da dire”.

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Venerdì 4 settembre ore 18.00 e 21.00

Città di Castello, Ex Essiccatoi del Tabacco, Sala “I grandi neri”

QUINTETTI SUL NERO
Ballo 1915_ omaggio a Alberto Burri (1915-1995)
Ideazione e coreografia Virgilio Sieni

Musiche originali Roberto Cecchetto eseguite dal vivo dall’autore

Interpretazione e collaborazione Jari Boldrini, Ramona Caia, Claudia Caldarano, Maurizio Giunti, Davide Valrosso

Luci Mattia Bagnoli

Allestimento Lorenzo Pazzagli

Compagnia Virgilio Sieni

Produzione Festival delle Nazioni, Compagnia Virgilio Sieni

La Compagnia Virgilio Sieni è sostenuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze

PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

“Percorrere le infinite variazioni del nero conduce il corpo a esplorare la sospensione attraverso la gravità, in un continuo divenire scandito da azioni tese a modulare gli equilibri: sollevare, mantenere in alto, resistere alla caduta, declinare la discesa, distribuire le energie, trasmettere la forza, attutire la velocità, sostenere l’altro. In una parola, convivere”. Con queste parole Virgilio Sieni suggerisce il senso della sua nuova creazione, ispirata all’arte di Alberto Burri e in particolare al suo grandioso ciclo pittorico dedicato al Nero.
Virgilio Sieni è direttore della Biennale di Venezia, settore danza. Coreografo tra i maggiori protagonisti della scena contemporanea europea, si è formato alla danza classica e contemporanea ad Amsterdam, New York e Tokyo, ma il suo percorso comprende anche studi di arti visive, architettura e arti marziali. Per la creazione dei suoi lavori, infatti, Sieni si è spesso avvalso della collaborazioni di artisti come Grazia Toderi, Maurizio Nannucci, Flavio Favelli. Nel 1983 ha fondato la Compagnia Parco Butterfly che nel 1992 è diventata Compagnia Virgilio Sieni con la quale, fra i tanti riconoscimenti, ha vinto per ben tre volte il prestigioso Premio UBU.

Nel centenario della nascita di Alberto Burri

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Sabato 5 settembre ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Orchestra della Toscana
Emmanuel Tjeknavorian violino
Martin Sieghart direttore

Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 35 in re maggiore K385 Haffner
Wolfgang Amadeus Mozart, Concerto n. 5 in la maggiore per violino e orchestra K219 Türkish
Wolfgang Amadeus Mozart, Ouverture da Don Giovanni
(Petra Giacalone direttore)
Wolfgang Amadeus Mozart, Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore K543 Schwanengesang

Mozart apre e chiude il cerchio di questa edizione del Festival dedicata all’Austria. Se l’ouverture delle Nozze di Figaro ha dato il via alla serata inaugurale, sarà quella del Don Giovanni a impreziosire il concerto di chiusura, tutto dedicato al genio musicale del salisburghese. Le due sinfonie in programma sono state entrambe composte nell’ultimo decennio della troppo breve ma intensa esistenza di Mozart: la n. 35, del 1782, è nota come Haffner, dal nome del ricco commerciante amico di famiglia che gliela commissionò mentre era impegnato a Vienna con l’allestimento del Entführung aus dem Serail; la n. 39, del 1788, è il suo Canto del cigno, primo dei tre grandi lavori sinfonici della sua ultima stagione creativa. Risale invece alla metà degli anni Settanta il Concerto per violino n. 5. Quando Mozart lo scrisse aveva più o meno la stessa età del violinista che lo eseguirà: 19 anni il compositore, 20 l’armeno-austriaco Emmanuel Tjeknavorian, giovanissimo interprete che ha già dimostrato una eccezionale maturità musicale e un vero “senso viennese del suono”.