EURO SFK

Martedì 25 agosto ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Euro Symphony SFK
Ernest Hoetzl direttore

Wolfgang Amadeus Mozart, Ouverture da Le nozze di Figaro
Franz Schubert, Sinfonia n. 3 in re maggiore
Johannes Brahms, Ungarischer Tanz n. 1 in sol minore
Johannes Brahms, Ungarischer Tanz n. 6 in re maggiore
Johannes Brahms, Ungarischer Tanz n. 5 in sol minore
Johann Strauss (Sohn), Kaiser Franz Josef I. Rettungs-Jubel-Marsch op. 126
Ludwig van Beethoven, Allegretto scherzando da Sinfonia n. 8 in fa maggiore op. 93
Franz Lehár, Gold und Silber Valzer op. 79

Ernest Hoetzl illustrerà il programma al pubblico

Da sempre il Festival dedica una particolare attenzione a quelle compagini la cui identità si precisa nell’interculturalità e nella collaborazione di musicisti provenienti da paesi con professioni religiose o posizioni politiche contrastanti. Nell’edizione dedicata all’Austria, e nel centenario della prima guerra mondiale, la scelta non poteva che cadere sull’Euro Symphony SFK, orchestra che riunisce strumentisti sloveni, friulani e carinzi a rappresentare simbolicamente la pacifica relazione fra popoli un tempo in aperto conflitto e oggi in dialogo nell’ambito dell’espressione culturale più universale: la musica.
Hoetzl, studioso austriaco dalla curiosità innata oltre che brillante bacchetta, illustra e dirige un programma di brani della tradizione musicale austro-ungarica. Tra questi, una pagina dell’ottava sinfonia di Beethoven, che fu presentata a Vienna proprio nel 1814, anno in cui lo storico Congresso pose le fondamenta dell’Impero austro-ungarico. Ma anche la Marcia di Giubilo che contiene l’inno imperiale: Strauss la compose in omaggio all’Imperatore Francesco Giuseppe, figura chiave nella storia europea che garantì con la longevità della sua reggenza l’unità dell’Impero, ma che diede di fatto inizio alla Grande Guerra.

Roberto Vignoli e Iulia Ratiu

Mercoledì 26 agosto ore 18.00

Morra, Oratorio di San Crescentino

Roberto Vignoli sassofono
Premio “Alberto Burri” per giovani interpreti 2014
Iulia Ratiu pianoforte

Emilio Ghezzi, Sonatina in forma di tema con variazioni su “Una furtiva lagrima” di Gaetano Donizetti per sassofono contralto e pianoforte PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA
Franz Schubert, Ungarische Melodie D817 in si minore per pianoforte
Giacomo Fossa, Naturlaut per sassofono e pianoforte PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA
Victor Morosco, Blue Caprice per sassofono contralto
Erwin Schulhoff, Ragtime da 5 Pittoresken op. 31 per pianoforte
Erwin Schulhoff, Maxixe da 5 Pittoresken op. 31 per pianoforte
Erwin Schulhoff, Hot-Sonate Sonata jazz per sassofono contralto e pianoforte

Nuova musica e talento emergente sono gli ingredienti del concerto pomeridiano nello splendido Oratorio di San Crescentino a Morra. Ad esibirsi accanto al celeberrimo affresco della Flagellazione di Luca Signorelli è il sassofonista Roberto Vignoli, vincitore del Premio “Alberto Burri” per giovani interpreti della scorsa edizione al quale, come da tradizione, è data l’opportunità di esprimersi da protagonista nell’ambito della cartellone principale del Festival.
Nel programma musicale destano grande interesse le due nuove composizioni in prima esecuzione assoluta. Naturlaut è un lavoro del giovane autore emergente Giacomo Fossa: un brano che, come lascia presagire il titolo, ricreando gli stilizzati suoni di una foresta e il canto lontano di uccelli vuole rievocare alcuni intendimenti mahleriani. La Sonatina di Emilio Ghezzi – docente, musicologo e scrittore oltre che affermato compositore – può sembrare un omaggio alle innumerevoli fantasie dell’Ottocento su temi celebri del melodramma, ma è invece una vera e propria composizione di tipo novecentesco, con impianto formale non elementare e fuga nel movimento finale.

 

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Mercoledì 26 agosto ore 21.00

Città di Castello, Cimitero Monumentale

IMMAGINI E SUONI DELLA GRANDE GUERRA
Progetto multimediale per il Festival 2015 PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

Gabriella Zanchi soprano
Leonora Baldelli pianoforte
Corale “Marietta Alboni”
Marcello Marini direttore del coro
Maurizio Perugini voce recitante
Testi e documentazione storica a cura di Alvaro Tacchini
Alberto Brizzi e Marco Capaccioni regia del suono – moltimedia

E. A. Mario, “La leggenda del Piave” per coro a 4 voci miste, soprano e pianoforte (armonizzazione di Marcello Marini)
Anonimo, “O Gorizia tu sei maledetta” per coro a 4 voci miste, soprano e pianoforte (armonizzazione di Marcello Marini, elaborazione pianistica di Leonora Baldelli)
Anonimo, “Ta-Pum” per coro a 4 voci miste (armonizzazione di Marcello Marini)
Franz Liszt, Rapsodia ungherese n. 5 Héroide élégiaque per pianoforte
Zoltán Kodály, “Canto della sera” per coro a 4 voci miste
Morten Lauridsen, “O nata lux” da Lux aeterna per coro a 5 voci miste
Francesco Paolo Tosti, “A Vucchella” su testo di Gabriele D’Annunzio per soprano e pianoforte
Anonimo, “Il testamento del capitano” per coro a 4 voci miste (armonizzazione di Marcello Marini)
Enrico Cannio, “’O surdato ‘nnammurato” per soprano, coro a 4 voci miste e pianoforte (armonizzazione di Marcello Marini, trascrizione di Leonora Baldelli)
Giuseppe De Marzi, “Signore delle cime” per coro a 4 voci miste e soprano
Giacomo Puccini, “Chi il bel sogno di Doretta” da La rondine per soprano e pianoforte
Karl Jenkins, “God shall wipe away all tears” da The Armed Man per coro a 4 voci miste, soprano e pianoforte

Nella storia degli uomini alcune date sono indimenticabili: tra queste c’è il 1914. Quell’anno l’Europa avvampò, bruciando sotto le fiamme di un conflitto che presto raggiunse portata mondiale e che uccise quasi dieci milioni di persone. Inizialmente neutrale, l’Italia intervenne il 25 maggio 1915, dichiarando guerra all’Austria-Ungheria.
Senza voler indagare i motivi che accesero il conflitto – perché ogni conflitto è di per sé ingiusto ed esecrabile – il nuovo progetto multimediale prodotto dal Festival delle Nazioni dà voce alla Valtiberina e a coloro che nella vallata umbra vissero sulla propria pelle le speranze e le inquietudini della Grande Guerra, e gli ideali di un’epoca che ha segnato profondamente il nostro tempo.
Le parole lette nei diari, negli epistolari e nelle memorie di quegli uomini, insieme ai brani corali e alle canzoni popolari entrate a far parte del nostro repertorio tradizionale, disegnano un affresco in cui immagini d’epoca e musica s’intrecciano in un lavoro originale di rielaborazione e manipolazione del suono dal vivo.

Bregovic HR

Giovedì 27 agosto ore 21.00

Città di Castello, Giardino di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio

IF YOU DON’T GO CRAZY, YOU’RE NOT NORMAL!

Goran Bregovic and The Wedding&Funeral Band

Goran Bregovic voce, chitarra, sintetizzatore
Muharem Redžepi goc (grancassa tradizionale), voce
Bokan Stankovic prima tromba
Dragic Velickovic seconda tromba
Stojan Dimov sassofono, clarinetto
Aleksandar Rajkovic primo trombone, glockenspiel
Milos Mihajlovic secondo trombone
Ludmila Radkova Trajkova voce
Vanya Todorova Vakari voce

Goran Bregovic è nato a Sarajevo nel 1950, da madre serba e padre croato. Bastano queste poche informazioni della biografia dell’artista autodidatta per tornare indietro con la memoria a circa cento anni fa, quando la Grande Guerra scoppiò. Il pretesto fu l’attentato che uccise l’erede al trono Francesco Ferdinando e che fece crollare in un attimo i fragili equilibri europei; le cause, perlomeno una parte di esse, risiedevano nella delicata situazione balcanica, con la minoranza serba, di cui faceva parte l’attentatore Gavrilo Princip, fortemente irridentista e la componente croata che puntava a un ordinamento federale. Forze contrastanti che portarono al disfacimento di un Impero grandioso e multietnico come quello austro-ungarico all’inizio del Novecento.
Se non bastasse il dna di Bregovic, interverrebbero allora il suo stile e la sua musica a fare da specchio alla multiculturalità dell’Impero. Pop-rock e musica colta, litanie bizantine e folk balcanico, campionamenti e fanfare di paese miscelate con l’estetica patinata dell’Occidente: il filo rosso che unisce tutte queste “schegge” è la capacità di Bregovic di sublimare i materiali della tradizione e di proiettarli, grazie al costante incontro con i linguaggi contemporanei, in una dimensione surreale, ironica e lirica, facilmente comprensibile a tutte le latitudini.

 

Festival delle Nazioni 2014 I Vincitori del concorso europeo per giovani cantanti lirici del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto "A.Belli"   Chiara Isotton, Chiara Tirotta, Marco Roncinai, Alee Roupen Avedissian, Biagio PizzutiTeatro dei Ricomposti

Venerdì 28 agosto ore 21.00

San Giustino, Cortile del Castello Bufalini

Belle Époque e Operetta
La “Joie de Vivre” in Europa, prima dell’abisso della Grande Guerra
Uno spettacolo di teatro musicale ideato, diretto e interpretato da Vincenzo Failla

con
Rosaria Fabiana Angotti soprano (vincitrice Concorso 2014)
Beatrice Mezzanotte mezzosoprano (vincitrice Concorso 2015)
Marco Rencinai tenore (vincitrice Concorso 2012)
Alec Roupen Avedissian baritono (vincitrice Concorso 2013)
Lorenzo Orlandi pianoforte

Jacques Offenbach, Valzer da La Belle Hélène
Frammento da God save the queen
Franz Lehár, “Tu che m’hai preso il cuor” da Das Land des Lächelns (Il paese del sorriso)
Emmerich Kálmán, Aria del Principe Rajas da Die Bajadere (La bajadera)
Franz Lehár, Aria di Vilja da Die lustige Witwe (La vedova allegra)
Carlo Lombardo, “Spesso a cuori e picche” da Madama di Tebe
Emmerich Kálmán, “Spesso il cuore s’innamora” da Die Csárdásfürstin (La Principessa della Czarda)
Carlo Lombardo, “Frou-Frou del Tabarin” da La Duchessa del Bal Tabarin
Virgilio Ranzato, “O Cin Ci La” da Cin Ci La
Franz Lehár, “Tace il labbro” da Die lustige Witwe (La vedova allegra)
Ralph Benatzky, “Occhioni blu” da Im weissen Rössl (Al Cavallino Bianco)
Carlo Lombardo/Virgilio Ranzato, Fox della luna da Il paese dei campanelli / Vincent Youmans, “The per due” da No, No, Nanette
Paul Abraham, “Tangolita” da Ball im Savoy (Ballo al Savoy) / Alfredo Mazzucchi, L’innamorato pazzo
Ralph Benatzky, Valzer del Cavallino da Im weissen Rössl (Al Cavallino Bianco)
Emmerich Kálmán, “Ma senza donne” da Die Csárdásfürstin (La Principessa della Czarda) / Franz Lehár, “È scabroso” da Die lustige Witwe (La vedova allegra) /Johann Strauss Jr., Wiener Blut (Sangue viennese)

Produzione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”

Durante la Belle Èpoque tutto sembrava possibile. Un’epoca d’oro durata meno di trent’anni, che ha permesso e favorito l’arte, l’economia, il benessere sociale e che portava con sé il sogno di un nuovo secolo all’insegna della pace e dello sviluppo. È in questo momento che nascono l’Esposizione Universale, i grandi transatlantici, le Olimpiadi quadriennali, il primo grattacielo a Chicago e la prima catena di montaggio di Henry Ford. Così come, anche nella vita di tutti i giorni, diventano di uso comune la lametta da barba, la penna stilografica, i grandi magazzini, il telefono e il tram elettrico.
Quell’atmosfera carica di entusiasmo ebbe come colonna sonora l’allegria spensierata e scoppiettante delle operette di Franz Lehár, Emmerich Kálmán, Jacques Offenbach e Johann Strauss figlio, che potremo riascoltare grazie alle voci di alcuni dei vincitori del Concorso di canto del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, che ormai da oltre sessant’anni ha avviato alla carriera internazionale alcuni dei migliori interpreti di oggi.

ILIA KIM

Sabato 29 agosto ore 21.00

Citerna, Chiesa di San Francesco

Ilia Kim pianoforte
Piero Rattalino introduzione all’ascolto

Aleksandr Skrjabin, Sonata n. 9 in fa maggiore op. 68
Aleksandr Skrjabin, Studio in do diesis minore op. 2 n. 1
Aleksandr Skrjabin, Studio in mi maggiore op. 8 n. 5
Aleksandr Skrjabin, Mazurca in mi minore op. 25 n. 3
Aleksandr Skrjabin, Sonata n. 4 in fa diesis maggiore op. 30
Aleksandr Skrjabin, Feuillet d’album in mi bemolle maggiore op. 45 n. 1
Aleksandr Skrjabin, Poème op. 59 n. 1
Aleksandr Skrjabin, Vers la flamme op. 72
Fryderyk Chopin, Barcarola in fa diesis maggiore op. 60
Fryderyk Chopin, Mazurca in do diesis minore op. 63 n. 3
Fryderyk Chopin, Notturno in mi bemolle maggiore op. 55 n. 2
Fryderyk Chopin, Valzer in do diesis minore op. 64 n. 2
Fryderyk Chopin, Grande Polonaise brillante précédée d’un Andante spianato in mi bemolle maggiore op. 22

Aleksandr Skrjabin è stato il più visionario dei compositori russi e il più mistico tra i filosofi. Per rendergli omaggio nel centenario della morte, la pianista Ilia Kim propone un programma di brani per pianoforte dai primissimi esperimenti tardo-romantici fino alle composizioni del Novecento nelle quali sperimenta soluzioni armoniche al limite dell’atonalità. Sarà interessante ascoltare in un’unica serata le pagine di Skrjabin e quelle di Chopin, l’autore dal quale trassero la più forte ispirazione, per arrivare a comprendere fino in fondo in che modo l’arte creativa del compositore russo si evolse in uno stile originalissimo, pur mantenendo una profonda affinità con l’opera del polacco.
Negli ultimi anni di Skrjabin spesso musica e concezione filosofica coincidono. È il caso di Vers la flamme, del 1914, con il quale il compositore voleva esprimere la teoria secondo la quale un giorno il calore avrebbe distrutto la Terra: nella musica, una vampata sempre più spaventosa di arpeggi e note ribattute distrugge ogni sorta di riferimento armonico e tonale.
L’ascolto sarà impreziosito dall’introduzione di Piero Rattalino, musicologo tra i massimi esperti della storia della musica per questo strumento.

Nel centenario della morte di Aleksandr Skrjabin

 

Auser Musici

Domenica 30 agosto ore 21.00

Umbertide, Chiesa di San Francesco

DA FIRENZE A VIENNA, IL VIAGGIO DEL FORTEPIANO

Ensemble Auser Musici
Andrea Vassalle violino
Valeria Brunelli violoncello
Riccardo Cecchetti fortepiano
Carlo Ipata flauto e direzione

Christian Joseph Lidarti, Sonata per flauto e cimbalo obbligato n. 2 in re maggiore
Franz Joseph Haydn, Trio n. 15 in sol maggiore per fortepiano, flauto e violoncello Hob:XV:15
Wolfgang Amadeus Mozart/Johann Nepomuk Hummel, Concerto n. 20 in re minore per fortepiano, flauto, violino e violoncello K466

L’invenzione del fortepiano è databile a Firenze fra il 1697 e il 1700 ed è attribuita a Bartolomeo Cristofori, cembalaro padovano a servizio di Ferdinando dei Medici.
Lo strumento, con il suo rivoluzionario principio sonoro basato sulla percussione delle corde, non ebbe subito molto successo. Per riscontrare interesse, dobbiamo attendere il 1732, quando il pistoiese Ludovico Giustini pubblicò a Firenze le prime Sonate da cimbalo di piano e forte, detto volgarmente di martelletti, e ancora il 1747 quando l’ormai vecchio Johann Sebastian Bach ebbe particolare apprezzamento per il “nuovo” strumento che ebbe modo di provare mentre era in visita a Federico Il Grande.
Nonostante sia da molti considerato solo come un antenato del pianoforte, è innegabile come il fortepiano abbia avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del linguaggio musicale europeo, soprattutto grazie all’utilizzo che ne fecero i grandi compositori del classicismo viennese. Il programma si sofferma su tre situazioni tipiche del nascente repertorio per questo strumento, inscrivendole in un immaginario percorso fra la Toscana e Vienna.

 

MARASCO TABALLIONE

Lunedì 31 agosto ore 18.00

Sansepolcro, Auditorium di Santa Chiara

Michele Marasco flauto
Paolo Taballione flauto
Marta Cencini pianoforte
Trio d’archi dell’UmbriaEnsemble
Franco Mezzena violino
Luca Ranieri viola
Maria Cecilia Berioli violoncello

Ludwig van Beethoven, Serenata in re maggiore op. 41 per flauto e pianoforte
(Michele Marasco flauto)
Ferruccio Busoni, Duo in mi minore op. 43 per due flauti e pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart, Quartetto in do maggiore per flauto e archi n. 3 K.Ahn171
(Michele Marasco flauto)
Wolfgang Amadeus Mozart, Quartetto in re maggiore per flauto e archi n. 1 K285
(Paolo Taballione flauto)

Uno degli spunti di riflessione proposti da questa edizione del Festival comprende l’ascolto delle musiche dei grandi autori della tradizione classica: un ascolto necessario, perché ai musicisti della Vienna tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il confronto con un passato così straordinario e così ingombrante non permetterà un semplice superamento, ma richiederà un passaggio sofferto, consumato fino in fondo dall’interno. Ne offre un esempio illuminante il concerto che vede accostata la musica per flauto dei grandi compositori della prima scuola di Vienna a un brano per due flauti di Ferruccio Busoni del 1880.
Marasco e Taballione, interpreti d’eccezione, interpretano alternandosi alcune perle del repertorio per flauto e archi o per flauto e pianoforte: dalla Serenata op. 41 di Beethoven, semplice ed elegante tanto da essere definita una Eine Nachtmusik beethoveniana, ai due Quartetti di Mozart. Con un salto temporale di circa un secolo, i due flautisti dialogheranno invece nell’interpretazione del Duo di Busoni, che fin dagli anni della formazione e durante tutta la sua brillante carriera internazionale di compositore e concertista, ha mantenuto uno strettissimo e contrastato legame con la grande capitale dell’Impero.

Johann Strauss Ensemble

Lunedì 31 agosto ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Russell McGregor violino solista e direttore
Johann Strauss Ensemble

Eduard Strauss, Mit Extrapost Polka veloce op. 259
Johann Strauss (Sohn), Wiener Blut Valzer op. 354
Johann Strauss (Sohn), Banditen-Galopp Polka veloce op. 378
Josef Strauss, Aus der Ferne Polka-mazurca op. 270
Johann Strauss (Sohn), Vom Donaustrande Polka veloce op. 356
Johann Strauss (Sohn), Rosen aus dem Süden Valzer op. 388
Johann Schrammel, Wien bleibt Wien Marcia
Josef Strauss, Dorfschwalben aus Österreich Valzer op. 164
Johann Strauss (Sohn), Leichtes Blut Polka veloce op. 319
Philipp Fahrbach der Jüngere, Im Kahlenbergerdörfel Polka francese op. 340
Johann Strauss (Sohn), Tritsch-Tratsch-Polka Polka op. 214
Johann Strauss (Sohn), An der schönen blauen Donau Valzer op. 314

Non si può tributare un omaggio all’Austria senza aprire il capitolo Strauss. La leggerezza della musica viennese di fine Ottocento, ancora oggi simbolo della cultura austriaca, è interpretata dalla formazione di riferimento per questo repertorio: lo Johann Strauss Ensemble, fondato nel 1985 da alcuni dei musicisti della Bruckner Orchestra Linz.
L’Ensemble è ormai conosciuto in tutto il mondo per la qualità di esecuzione e la verve dei suoi concerti. Suona in uno stile chiamato Stehgeiger, scelto da Strauss, che vuole il direttore, in questo caso l’eccellente violinista inglese Russel McGregor, dirigere e suonare allo stesso tempo. McGregor, la cui personale interpretazione dell’intero repertorio della famiglia Strauss è particolarmente apprezzata, dal 1997 è anche il direttore dell’orchestra del Palazzo di Schönbrunn e suona regolarmente al Musikverein di Vienna.
Il menu di valzer, polke, mazurche e marce di Johann Strauss padre e dei figli Johann, Eduard e Josef è arricchito da interessanti innesti di compositori coevi e meno noti, almeno in Italia, quali Johann Schrammel e Philipp Fahrbach der Jüngere.

Ex-Seccatoi-Tabacco_Sala-E

Martedì 1 settembre ore 18.00

Città di Castello,  Ex Essiccatoi del Tabacco, Sala “Non ama il nero”

Matteo Cesari flauto

Integrale della musica per flauto solo di Salvatore Sciarrino PRIMA ESECUZIONE EUROPEA

Salvatore Sciarrino si vanta di essere nato libero e non in una scuola di musica. Ha cominciato a comporre dodicenne, da autodidatta; primo concerto pubblico nel 1962. Ma Sciarrino considera apprendistato acerbo i lavori anteriori al 1966, perché è allora che si rivela il suo stile personale. C’è qualcosa di veramente particolare che caratterizza questa musica: essa induce un diverso modo di ascoltare, un’emozionante presa di coscienza della realtà e di sé. E dopo quarant’anni il gigantesco catalogo delle sue composizioni è tuttora in una fase di sorprendente sviluppo creativo.
Nel centenario della nascita di Alberto Burri, il Festival delle Nazioni ha commissionato a Sciarrino una nuova composizione per flauto e quartetto d’archi, formazione con la quale il compositore siciliano, cittadino di Castello per scelta dal 1983, si misura per la prima volta. L’esecuzione di Matteo Cesari e del Quartetto Prometeo dialogherà con le opere di Burri del ciclo “Non ama il nero”, allestito dallo stesso artista negli anni Novanta nell’omonima sala degli Ex Essiccatoi del Tabacco, a pochi passi dal centro storico di Città di Castello.