Opera Nova 2013 
Foto di Riccardo Spinella

Mercoledì 3 settembre ore 21

Anghiari, Teatro dei Ricomposti

Concerto dei vincitori del Concorso Comunità Europea per giovani cantanti lirici
del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto

Chiara Isotton soprano (vincitrice 2013)
Chiara Tirotta mezzosoprano (vincitrice 2014)
Marco Rencinai tenore (vincitore 2012)
Alec Roupen Avedissian baritono (vincitore 2013)
Biagio Pizzuti bass-baritone (vincitore 2014)
Francesco Massimi, Yuna Saito pianoforte

Giacomo Puccini “Minnie, dalla mia casa son partito” da La fanciulla del west
Camille Saint-Saëns “Printemps qui commence” da Samson et Dalila
Francesco Cilea “Lamento di Federico” da L’Arlesiana
Francesco Cilea “Io son l’umile ancella” da Adriana Lecouvreur
Sergej Prokof’ev Aria di Andrej da Guerra e Pace
Giuseppe Verdi “Morrò,ma prima in grazia” da Un ballo in maschera
Georg Friedrich Händel “Sta nell’ircana” da Alcina
Hov arēk’, Garun a (arrangiamento di Vardapet Komitas)
Giacomo Puccini “Firenze è come un albero fiorito” da Gianni Schicchi
Giuseppe Verdi “Per me giunto” da Don Carlo
Giacomo Puccini “Sola, perduta, abbandonata” da Manon Lescaut
Giacomo Puccini “O soave fanciulla” da La bohème

Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto nasce nel 1947 per iniziativa dell’avvocato e musicologo Adriano Belli, con il fine di avviare alla professione dell’arte lirica quei giovani dotati di particolari qualità artistiche che, compiuti gli studi di canto, non avevano ancora debuttato. Accogliendo i vincitori del Concorso di canto dello Sperimentale a Spoleto, e avviandoli a un corso di due anni, l’istituzione umbra offre loro non solo la possibilità di prepararsi a interpretare vocalmente la musica lirica, ma anche lo studio del gesto, sotto la guida di prestigiosi registi e direttori che mettono in scena opere e melologhi nella stagione lirica. Questa costituisce il coronamento della preparazione dei giovani interpreti e anche nel 2014, come da tradizione, si svolgerà a settembre. Tra i vincitori del concorso, in oltre sessanta edizioni, si annoverano grandi nomi della lirica internazionale, tra i quali Franco Corelli, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Renato Bruson, Mariella Devia e, più recentemente, Roberto De Candia, Sonia Ganassi, Nicola Ulivieri, Maria Agresta. Lo Sperimentale ha ricevuto nel 1994 il “Premio Abbiati” della Critica musicale italiana. 

Umbra Lucis

Giovedì 4 settembre ore 18.30

Umbertide, Chiesa di San Francesco

Medico del dolore è per gli uomini il canto

Umbra Lucis
Arianna Lanci soprano
Ugo Giani e Marco Ferrari flauti dolci, zurna e duduk
Fabrizio Lepri viola da gamba e violoncello
Elisabetta Benfenati chitarra barocca
Luca D’Amore chitarrone, colascione e thar
Stefano Lorenzetti organo e cembalo
Massimiliano Dragoni percussioni e dehol

Virginia Pattie Kerovpyan canto armeno

San Gregorio di Narek Canto dal Libro dei Lamenti
Girolamo Kapsberger Amorino morto dal VI libro di villanelle da Li fiori
Andrea Falconieri Follia dal I libro di Canzone, Fantasie, Capricci…
Henry Purcell The Plaint da Fairy Queen
Sorella Khosrovidoukht Inno dedicato a San Vahan di Goghten
Anonimo Vasn mero perkutian
Athanasius Kircher Antidotum tarantulae da Musurgia universalis
Johann Jakob Froberger Plainte faite à Londres pour passer la Melancholie la quelle se joue lentement avec discrétion dal IV libro di Toccate, ricercari, capricci…
Anonimo Fuggi, fuggi da Laudi spirituali all’uso dell’Oratorio di Chiavenna
Anonimo Paradiso/Inferno da Laudi spirituali all’uso dell’Oratorio di Chiavenna
Anonimo Passacagli della vita da Laudi spirituali all’uso dell’Oratorio di Chiavenna
Andrea Falconieri Soave melodia e Sua Corrente dal I libro di Canzone, Fantasie, Capricci…
Girolamo Kapsberger Tranquillità d’animo dal VI libro di villanelle de Li fiori
Anonimo Due tarantelle

in collaborazione con il Centro studi e documentazione della cultura armena di Venezia

La musica è da sempre considerata un rimedio contro le asprezze dell’esistenza e un lenitivo di alcune patologie psichiche. Il suo effetto benefico si è irradiato sull’umano, come sul naturale, senza differenze di status, di età, o di genere; quasi che il suo potere terapeutico attivasse una dimensione ontologica e pre-culturale, quasi fosse un dono concesso agli uomini cacciati dal Paradiso Terrestre. Le figure mitiche che questo potere hanno esercitato o hanno subito sono innumerevoli: Apollo, medico e inventore della musica nonché padre del Dio della medicina Esculapio, allontana il male dagli esseri umani; re Saul viene distolto dai tormenti e dalla melanconia, dal suono dell’arpa di David. Quest’ultimo rappresenta l’archetipo del potere salvifico della musica nel mondo cristianizzato; un potere che i manuali degli esorcisti ci rivelano essere così pervasivo da riuscire a scacciare persino il demonio. Il programma proposto da Umbra Lucis vuole dare una testimonianza della funzione terapeutica della musica attraverso una silloge di brani di epoche e di contesti diversi, che quella funzione hanno esercitato nei secoli. Diversi saranno gli esempi di musica armena, che testimoniano la profonda integrazione della musica di quella cultura con la quotidianità della vita sociale, con le consuetudini della vita religiosa e con l’efficacia risanatrice di una dimensione rituale che si è tramandata oralmente per secoli.

 

Foto Erica Andreini

Giovedì 4 settembre ore 21

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Voci dal silenzio

Mario Brunello violoncello
Gabriella Caramore voce narrante

Max Reger, Suite n. 2 in re minore op. 131c per violoncello
Tigran MansurianCapriccio per violoncello
Vache SharafyanCello breath per violoncello PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA
Vache SharafyanThe dance of Cello per violoncello PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA
Anonimo, Canti armeni per violoncello (trascrizione di Mario Brunello)

 

PROGETTO PER IL FESTIVAL DELLE NAZIONI

Il racconto musicale di Mario Brunello si intreccia con la narrazione di Gabriella Caramore intorno alle voci che hanno dato spessore al silenzio che avvolge la storia dell’Armenia. Da quella dei “santi” Gregorio di Narek e Nerses di Lambron, “costruttori” di una spiritualità essenziale e aperta al mondo; a quella di Armin Wegner, testimone del genocidio armeno, che tentò di fermarne l’orrore; a quella di Vasilij Grossman, che proprio tra i campi di aride pietre vide fiorire la “bontà e una vita vissuta secondo verità”. Il “regno delle pietre che gridano”, come Osip Mandel’štam definì l’Armenia, è anche un luogo in cui si può ascoltare il suono di una vocazione all’umano. Nel percorso musicale tra le “voci dal silenzio”, Brunello accosta alla seconda Suite per violoncello di Max Reger, il Capriccio di Tigran Mansurian e due composizioni in prima assoluta di Vache Sharafyan, oltre ad antichi brani armeni della tradizione popolare presentati nelle sue trascrizioni originali, confermandosi uno dei musicisti più versatili ed eclettici dei nostri giorni.

Yves Savari Pierpaolo Maurizzi

Venerdì 5 settembre ore 21

Celalba San Giustino, Villa Magherini Graziani

Yves Savary violoncello
Pierpaolo Maurizzi pianoforte

Witold Lutosławski, Grave. Metamorphoses per violoncello e pianoforte
Claude Debussy, Sonata n. 1 in re minore per violoncello e pianoforte L144
Karen Surenovich Khačaturjan, Sonata per violoncello e pianoforte
Dmitrij Šostakovič, Sonata in re minore per violoncello e pianoforte op. 40

Intrecci musicali sottili e raffinati collegano i brani proposti da Yves Savary e Pierpaolo Maurizzi, quattro perle del repertorio cameristico del Novecento. Il punto di partenza è Karen Khačaturjan, nipote del più celebre Aram e figlio di Suran, il fondatore dell’Armenian Drama Studio di Mosca. Karen studiò al Conservatorio della capitale con Nikolaj Mjaskovskije con Dmitrij Šostakovič: sarà affascinante mettere a confronto la sua sonata per violoncello e pianoforte – della quale realizzò una registrazione con Rostropovič al violoncello – con l’op. 40 del suo maestro. Šostakovič la compose trent’anni prima, nel 1935, poco dopo aver ricevuto dal regime sovietico un’aspra censura, che lo convinse ad abbandonare la strada della sperimentazione intrapresa fino a quel momento. Altrettanto interessante sarà mettere a confronto la Sonata in re minore di Debussy con Grave di Lutoslawski, il tombeau del 1981 dedicato a Stefan Jarocinski, musicologo polacco che dedicò gran parte della sua vita e dei suoi studi proprio a Debussy.

Foto di Marco Borrelli

Sabato 6 settembre ore 21

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Orchestra della Toscana
Benedetto Lupo pianoforte
Eduard Topchjan direttore

Sergej Rachmaninov, Concerto n. 2 in do minore per pianoforte e orchestra op. 18
Aram Khačaturjan, Estratti da Spartacus:
Entrata dei mercanti, Danza di una cortigiana romana (Suite n. 2)
Variazioni di Aegina e Bacchanalia (Suite n. 1)
Adagio di Spartacus e Phrygia (Suite n. .2)
Danza delle schiave greche (Suite n. 3)
Morte del Gladiatore (Suite n. 4)
Danza di Gaditanae, Vittoria di Spartacus (Suite n. 1)

 

Ispirato alla storia romanzata del gladiatore frigio, Spartacus è uno dei capolavori di Khačaturjan scritti per la danza, dal quale il compositore di Tbilisi ricavò ben quattro suite e tre quadri sinfonici. Insieme a Gajaneh con la sua “Danza delle spade”, anche Spartacus è diventato una delle pagine più amate e frequentate del repertorio armeno, con il suo mix di elementi della tradizione popolare e della cultura occidentale, combinati insieme da una brillante orchestrazione. La musica di Spartacus valse a Khačaturjan il massimo riconoscimento sovietico: il Premio Lenin.
A Spartacus il programma del concerto dell’Orchestra della Toscana accosta Rachmaninov, uno degli autori russi con il quale più spesso viene messo a confronto Khačaturjan. Del compositore-concertista è in programma il noto Rach2, l’immancabile capolavoro presente nel repertorio dei più acclamati pianisti di oggi, immancabile proprio per la sua capacità di combinare un virtuosismo al limite delle possibilità esecutive con apici di enfasi e lirismo nel solco della migliore tradizione ciaikovskiana. A eseguirlo sarà Benedetto Lupo, pianista pugliese considerato uno dei talenti più interessanti e completi della sua generazione.

29

Venerdì 29 agosto ore 18.30

Monte Santa Maria Tiberina, Piazza Castello Bourbon del Monte

Danilo Rossi viola
Giulia Baracani flauto
Vincitrice Premio “Alberto Burri” per giovani interpreti 2013
Stefano Bezziccheri pianoforte

Dmitrij Šostakovič, Sonata per viola e pianoforte op. 147
Franz Anton Hoffmeister, Sei duetti per viola e flauto op. 13
Vache Sharafyan, Solo per flauto, PRIMA ESECUZIONE ASSOLUTA

Grande attenzione anche quest’anno è rivolta al concerto che vedrà protagonista il vincitore della passata edizione del Premio “Alberto Burri” per giovani interpreti, l’importante riconoscimento assegnato dal Festival a sostegno dell’ulteriore sviluppo della formazione musicale di nuovi talenti. Quest’anno sarà protagonista Giulia Baracani, flautista toscana ventiseienne, che già vanta collaborazioni con gruppi importanti quali l’Ensemble cameristico del Teatro Comunale di Modena, l’Ensemble ‘900 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Nextime Ensemble diretto da Danilo Grassi. Ha inoltre già all’attivo concerti da solista con l’Orchestra giovanile di Salisburgo. Nel concerto a lei dedicato, si esibirà insieme allo storico duo composto da Danilo Rossi e Stefano Bezziccheri. Con il primo eseguirà i Duetti di Hoffmeister, mentre il suo talento solistico spiccherà nel Solo per flauto del compositore armeno Vache Sharafyan, presentato al Festival delle Nazioni in prima esecuzione italiana.