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§ Foyer 2005
Foyer 2005
IndiceI mille suoni della Polonia
Omaggio all'Europa di Chopin
I corsi di perfezionamento musicale: Un'esperienza formativa di grande rilievo per giovani artisti
Eventi Collaterali: lungo le strade della Polonia
Intervista a Michal Znaniecki:Lo spettatore va in scena,la Polonia attraverso il sublime incontro tra teatro di prosa e musica classica
Programma delle passate edizioni
Anno 2001 Omaggio all'AustriaAnno 2002 Omaggio alla Russia
Anno 2003 Omaggio alla Nuova Europa
Anno 2004 La nuova Italia
Anno 2005 Omaggio alla Polonia
Anno 2006 Omaggio alla Repubblica Ceca
Anno 2007 Omaggio alla Spagna
Programma delle passate edizioni dei corsi di Perfezionamento musicale "Luigi Angelini"
Anno 2002Anno 2003
Anno 2004
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
Foyer
Foyer Marzo 2003Foyer Dicembre 2003
Foyer Agosto 2004
Foyer Agosto 2005
Foyer Luglio 2006
Foyer Agosto 2007
I Partner delle passate edizioni
Anno 2007I mille suoni della Polonia
Dal jazz alla musica klezmer, dall’opera in musica alla danza, il 38° Festival delle Nazioni torna alle origini e si rinnova
Un ritorno netto alla cifra che fin dall’inizio ha caratterizzato il Festival, quella di una Nazione ospite ad ogni edizione; una scelta rigorosa ed esauriente, che intende presentare un panorama il più completo e articolato possibile della vita musicale della Polonia, alla quale è dedicato questo trentottesimo appuntamento.
Questa è stata la scelta operata dal nuovo direttore artistico della manifestazione, il Maestro Aldo Sisillo, per questo suo primo anno di collaborazione con il Festival. E dunque musica da camera, certamente, ma anche teatro, musica sinfonica, arti visive ed esperienze culturali e creative della contemporaneità, il tutto per fornire ai fruitori del Festival un’idea necessariamente sintetica ma sostanzialmente fedele di quanto viene prodotto in questi campi da un Paese che sta assumendo in ambito europeo una connotazione precisa, anche in virtù di una identità e una storia molto forti e sentite come quelle polacche.
Le
quindici intense giornate del Festival delle Nazioni 2005
prevedono un’apertura in grande stile con le prime
due serate presentate nella chiesa tifernate di San Domenico,
uno dei luoghi simbolo del Festival, dove i complessi di
Cracovia, orchestra filarmonica e coro diretti da Tomas Bugaj,
nell’arco di due concerti spazieranno attraverso le
esperienze di vari importanti autori loro connazionali, a
partire da quella di Karol Szymanowski, un autore degno di
grande attenzione per l’originalità della sua
esperienza, maturata in una temperie culturale ricca di innovazioni
e ricerche fertilissime come quella a cavallo tra fine ‘800
e inizio ‘900, del resto una delle linee culturali
scelte per questa edizione.
O come quella di Stanislaw Moniuszko,
il più importante operista polacco, o a ancora come
quella di un compositore come Wojciech Kilar, la cui attività come
autore di colonne sonore cinematografiche per grandi registi
di oggi, da Wajda a Coppola fino a Zanussi e Polansky, si
affianca ad altre sue creazioni più improntate alla
ricerca e all’ascolto di sensibilità contemporanee.
Nell’intento di proporre al pubblico e alla critica un percorso che abbracci l’intera esperienza musicale polacca, il filone della musica antica, presentato nel bellissimo Oratorio di San Crescentino a Morra con il concerto dell’ensemble Ars Cantus diretto da Tomasz Dobranski, troverà l’occasione per un contatto con musiche medioevali e rinascimentali polacche. Sicuramente assai stimolante sarà anche l’incontro con il pianista Mikhail Rudy, che al suo arrivo in Occidente negli anni ’70 costituì una vera rivelazione e che ha proseguito poi una carriera internazionale ai massimi livelli.
Questo brillante solista polacco proporrà a San Francesco, altra sede tradizionale del Festival delle Nazioni, un programma interamente russo attraverso il quale esplorerà alcuni dei momenti topici della produzione di Prokofiev, Skriabin e Mussorgskij. Uno degli eventi clou dell’intera manifestazione concertistica sarà certamente costituito dalla presenza a San Domenico di Krzystof Penderecki, figura di musicista in cui si compendiano la ricerca più pura e il legame forte con la grande tradizione musicale europea.
Penderecki è forse il più importante compositore vivente di ispirazione cattolica, vanta una produzione vastissima ed eclettica, essendosi sperimentato nell’opera, nell’oratorio, nella musica cameristica come in quella sinfonica e corale, nella scrittura di brani per strumenti solisti, ed infine accompagnando alla creazione musicale vera e propria un intenso lavoro di direttore d’orchestra. E proprio in questa doppia veste Penderecki, alla testa della Vilnius Festival orchestra, accosterà la propria Sinfonietta per archi a brani di Mozart, Boccherini, il cui concerto per flauto rivisto da Pokorny vedrà la presenza di un brillante solista italiano come Massimo Mercelli, e infine Dvorak.
Il concerto rientra fra l’altro nel progetto “Isole” della Provincia di Perugia. Di particolare interesse poi la presentazione dei due concerti per pianoforte di Chopin in versione cameristica da parte del Quartetto Dafò, formato da quattro giovani musiciste provenienti dalle Accademie di Cracovia e di Varsavia, con uno dei più illustri pianisti polacchi, Janusz Olejniczak, in un’opportunità unica di avvicinarsi a pagine celebri in una trasposizione d’autore assolutamente inusuale per le sale da concerto italiane.
E sarà Polonia anche nel concerto, ormai tradizionale, dei docenti dei corsi di perfezionamento musicale legati al Festival, visto che in programma accanto a brani del germanico Brahms saranno presenti anche composizioni di Fryderyk Chopin, che probabilmente nella musica classica può essere considerato come il ponte tra il suo paese di origine e il resto d’Europa. Ma Chopin in questo caso è anche ponte fra la musica e il teatro: “En attendant Chopin” infatti è la performance che nelle suggestive sale del Circolo degli Illuminati di Città di Castello verrà proposta da un gruppo di artisti polacchi e italiani coordinati dal regista Michal Znaniecki, talento teatrale che si è formato anche alla Scuola “Paolo Grassi” di Milano, per poi maturare un proprio percorso attraverso più di cinquanta allestimenti realizzati in vari paesi europei.
Importanti fra l’altro le sue regie di opere liriche, molte realizzate anche in Italia. “En attendant Chopin” è una pièce ambientata nel salotto parigino della Principessa Belgioioso, in cui alcune celebri figure femminili ottocentesche dissertano sulla figura del fascinoso pianista polacco, appunto aspettando – anche se invano – il suo arrivo. La musica eseguita durante lo spettacolo rappresenta un’intera epoca: brani di Chopin, Liszt, Thalberg, Pixis, Herz, Czerny e Rossini si incrociano con i testi originali creati per questa singolare rappresentazione. Ancora il Circolo degli Illuminati ospiterà “Lontano dagli occhi”, altra performance tra musica e parole basata da Vincenzo De Vivo sulle lettere di Chopin e musicata da Lorenzo Ferrero a partire dai Canti Polacchi op. 74 sempre di Chopin.
Per la completezza dell’illustrazione del mondo musicale polacco era poi necessario fornire almeno un’immagine sintetica di un repertorio popolare fondamentale nella storia della Polonia, quella musica klezmer che è frutto diretto della cultura yiddish dei ghetti ebraici, qui in particolare di quello di Lodz, che fino alla Shoah ha costituito in Polonia un aspetto rilevantissimo della variegata esperienza culturale di quel Paese. “Yankele nel ghetto” è il titolo della serata, presentata a Montone, mentre protagonisti dell’evento saranno i KlezRoym, gruppo formato da ebrei e gentili attivo in Italia già da qualche anno con brillanti esiti.
Il Festival si sposterà poi a San Giustino dove l’Uberbrettl Ensemble, formato da magnifici solisti tutti italiani che dal loro vastissimo repertorio proporranno a San Giustino brani novecenteschi di Bartòk, Schrecker e Schoenberg accanto al brano che un autore polacco di oggi, Hadrian Tabecki, presenterà in prima assoluta su commissione del Festival delle Nazioni, sempre attento alla musica del nostro tempo. Tornerà ancora Chopin, questa volta accanto a Schubert e Debussy, nel concerto che la giovane pianista Francesca Leonardi, vincitrice del “Premio Calpurnia 2004”, terrà alle Terme di Fontecchio.
La danza ha spesso caratterizzato le edizioni del Festival e anche quest’anno sarà presente, questa volta con una delle primissime compagnie italiane di danza contemporanea, quella di Virgilio Sieni, che agli Ex Seccatori del Tabacco di Rignaldello, allestirà il suo omaggio ad Alberto Burri intitolandolo “Burning”. Un evento teatrale all’aperto su musiche di Szymanowski e Richard Strauss, progettato anche in questa occasione dal regista Michal Znaniecki, sarà poi “Mandragora”, presentato in piazza Fanti a Città di Castello: attori e cantanti italiani e polacchi animeranno portoni, finestre, balconi, tutti i luoghi della piazza insomma, in una pantomima curata da Ryszard Bleslawski e Leon Schiller, supportata dall’esecuzione musicale dei Solisti di Perugia diretti da Stefano Seghedoni.
Con questo evento il Festival lascia le sale da concerto e si immerge negli spazi urbani del centro di Città di Castello, in un’esperienza teatrale e musicale ispirata a Moliere ma anche alla tradizione favolistica, con rimandi sia a icone antiche che ad altre novecentesche: insomma un happening rigoroso ma insieme libero, destinato a espandersi nei palazzi e nella piazza e fatto apposta per incuriosire un pubblico più articolato di quello cui il festival ci ha abituato in questi anni.
Un grande sperimentatore del pianoforte come l’americano Uri Caine sarà a Sansepolcro al Teatro Dante il 3 settembre, con una propria performance di stampo jazzistico nella quale però la lezione di Chopin sarà fortemente presente, mentre l’Orchestra di Padova e del Veneto, graditissimo ritorno al Festival delle Nazioni, sarà guidata da un illustre testimone della grande tradizione direttoriale mitteleuropea come lo sloveno Anton Nanut nel concerto di chiusura a San Domenico nel quale, incastonati fra due composizioni di Beethoven, verranno eseguiti il concerto violinistico n. 1 di Wieniawski, altro importante compositore polacco così come Lutoslawski, anch’esso presente con alcuni numeri dai suoi “Preludi e fughe”. Qui brillerà il talento della più recente vincitrice del concorso di violino dedicato appunto a Wieniawski, la giovane Alena Baeva.
Esperienza completa, dunque, questa del Festival 2005 per avvicinarsi ad un intero universo culturale, testimoniato attraverso alcuni fra i momenti più significativi che hanno scandito l’evoluzione della Polonia musicale.
Michele Casini



