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§ Foyer 2003 n°2
Foyer 2003 n°2
IndiceContinuità e innovazione; l’apertura di una nuova fase del Festival delle Nazioni
La presentazione del nuovo Direttore Artistico
Collaborazione e sostegno del Comune di Città di Castello al Festival delle Nazioni
Città di Sansepolcro e il Festival delle Nazioni
L'avvio della collaborazione tra il Comune di Anghiari e il Festival delle Nazioni
Dieci anni con il Festival delle Nazioni
Programma delle passate edizioni
Anno 2001 Omaggio all'AustriaAnno 2002 Omaggio alla Russia
Anno 2003 Omaggio alla Nuova Europa
Anno 2004 La nuova Italia
Anno 2005 Omaggio alla Polonia
Anno 2006 Omaggio alla Repubblica Ceca
Anno 2007 Omaggio alla Spagna
Programma delle passate edizioni dei corsi di Perfezionamento musicale "Luigi Angelini"
Anno 2002Anno 2003
Anno 2004
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
Foyer
Foyer Marzo 2003Foyer Dicembre 2003
Foyer Agosto 2004
Foyer Agosto 2005
Foyer Luglio 2006
Foyer Agosto 2007
I Partner delle passate edizioni
Anno 2007La presentazione del nuovo Direttore Artistico
Festival delle Nazioni. Si cambia!
Nei giorni in cui il consiglio di amministrazione dell’Associazione ‘Festival delle Nazioni’ di Città di Castello mi designava ‘direttore artistico’ della prossima edizione del festival, trentasettesima della sua gloriosa storia, mettendomi al fianco come ‘consulente per la divulgazione’ Antonio Lubrano( sì, proprio Lubrano che tutti conoscete e che da qualche anno racconta e spiega l’opera lirica in tv), il mio primo pensiero andava alla gloriosa storia del festival, che da almeno un ventennio frequento ed apprezzo, affidato ora alle mie cure, entusiaste forse perché incoscienti.
Poi i tempi strettissimi fra la designazione ed i primi
imprescindibili obblighi - presentare entro breve una bozza
di programma
- mi hanno distolto dal considerare, per mia fortuna, quale
responsabilità mi fosse piovuta addosso.
In quegli stessi giorni, mentre ragionavo sul programma e
cominciavo anche a far di conto - come presumo si dica dalle
parti di Città di Castello - una notizia letta sui
giornali mi gettava nella più nera sconsolazione.
Nel corso di un’intervista a Mstislav Rostropovich, il grandissimo violoncellista che ha fatto anche un’apparizione nel ‘nostro’ festival in anni recenti, il giornalista diceva che il concerto con orchestra che Rostropovich aveva appena diretto a Milano, a favore del FAI ( Fondo per l’Ambiente Italiano), era costato agli sponsor la bellezza di 240.000 euro.
Certo l’orchestra era fra le migliori in assoluto ( la Bayerische Rundfunk Orchestra), e Rostropovich è, dal canto suo, uno dei più carismatici musicisti del nostro tempo…ma mi dicevo: non era meglio non fare quel concerto e girare direttamente la bella cifra degli sponsor al FAI? Ma poi scacciavo subito quel cattivo pensiero: il concerto andava fatto, perché non c’è cifra che valga un solo attimo di bellezza, poco conta se al FAI, dalla vendita dei biglietti sia andata- ne sono certo- una cifra inferiore a quella girata a Rostropovich e all’Orchestra di Monaco di Baviera.
Sempre negli stessi giorni sui giornali leggevo di pesanti tagli ai finanziamenti statali in favore della cultura e dell’arte, tagli dai quali purtroppo non saranno esenti anche i festival di musica. Ero tentato di ragionare sulle due notizie a confronto; ci ho rinunciato. Mi sono concesso soltanto il lusso di due o tre pensierini che, intanto, dico ad alta voce. Primo: Rostropovich non potrò mai invitarlo a Città di Castello – e la cosa mi dispiace; secondo, siccome non amo gli eventi che durano lo spazio di un giorno e non lasciano segno nonostante siano costosissimi, dovrò impegnarmi nel progettare qualcosa di più duraturo, e poi convincere tutti che l’effimero non rende; terzo ed ultimo: cercherò di cambiare rotta, di dare una nuova diversa impronta al festival, altrimenti perché, dopo 24 anni di onorata e gloriosa direzione del M Gandini, avrebbero affidato l’incarico ad un altro, cioè a me?
Pietro Acquafredda



