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  • § Foyer 2003 n°2

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Collaborazione e sostegno del Comune di Citta' di Castello al Festival delle Nazioni

Ritengo che ogni volta che si parla di Festival delle Nazioni occorra, qualunque sia la valutazione personale o la particolare ottica di analisi, tenere sempre presente tre concetti fondamentali e, ormai, assolutamente interdipendenti.

Il valore della manifestazione, il suo spessore culturale, una vocazione manifestamente diffusa e, soprattutto, condivisa di costituire un evento che abbraccia l’intero territorio di riferimento sia umbro che toscano. Se la priorità è quella di tenere sempre fermi questi elementi basilari, allora diventa possibile anche l’impossibile; vale a dire far convergere risorse, capacità, intelligenze e anche scuole di pensiero di diversa provenienza sull’unico obiettivo di far del bene al Festival.

In questi anni sono stati raggiunti obiettivi importanti per una manifestazione di alta cultura. Basti ricordare il consolidamento e risanamento strutturale, un pubblico sempre crescente e la scoperta di ulteriori, nuovi, affascinanti spazi di ambientazione di spettacoli e concerti. In una parola la fine della lunga era della direzione artistica del Maestro Gandini, al quale va un sentito ringraziamento da parte dell’Amministrazione comunale per il grande lavoro svolto, lascia una macchina in buona salute che non serve stravolgere, ma solo revisionare e mettere a punto in vista di altre esperienze che si deciderà di affrontare.

Questo, naturalmente, sempre tenendo conto degli evidenti elementi di crescita già presenti nella sua struttura. Se infatti il Festival si caratterizzò per l’originalità della formula organizzativa della Nazione Ospite e per la qualità assoluta della sua offerta artistica, ora, con il vantaggio di non aver in alcun modo disperso le sue antiche peculiarità, può contare su una nuova carta vincente, in grado di caratterizzarla ancora di più con una riconoscibilità immediata rispetto ad altri eventi analoghi.

Quella di collocarsi non solo in un'unica città, pur bella e ricca di storia, ma in un esclusivo e naturale teatro rappresentato da un intero territorio colmo di beni artistici e tesori d’arte. Una Valle che non a caso viene accostata ad un incomparabile museo a cielo aperto. Un valore aggiunto questo che tutti noi, addetti ai lavori, operatori culturali e amministratori pubblici, non possiamo che incrementare, promuovere, rendere manifesto alle più larghe fasce di pubblico. Un compito da assolvere in maniera sinergica e convinta e che non mancherà di portare frutti copiosi.

Questa è anche la base di partenza da cui si muoveranno il nuovo direttore artistico Acquafredda ed il “grande divulgatore” Lubrano, ai quali va un caloroso benvenuto. Sensibiltà artistiche in grado di promuovere un progetto di crescita, miscelando nel modo più opportuno vecchie certezze e nuovi indirizzi, regalando altri motivi di interesse al Festival. In modo particolare un coinvolgimento sempre più forte, o meglio una sorta di appropriazione in prima persona, delle popolazioni locali rispetto alla manifestazione.

Rosario Salvato
Assessore alla Cultura Comune di Città di Castello