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§ Foyer 2009
Foyer 2009
IndicePassaggio in Gran Bretagna
LA CULTURA, non un costo ma un investimento
Il piccolo SPAZZACAMINO, il grande capolavoro
di Britten
HÄNDEL Dalla Germania all’Inghilterra sostando
in Italia
Poker d’assi per Haydn
Da Enrico VIII a Vacchi è sempre Hilliard
FLATLANDIA o le infinite dimensioni dell’universo
Il luminoso mondo fiabesco della musica di MENDELSSOHN
Sempre tutto Festival
Il Premio CALPURNIA
Programma delle passate edizioni
Anno 2001 Omaggio all'AustriaAnno 2002 Omaggio alla Russia
Anno 2003 Omaggio alla Nuova Europa
Anno 2004 La nuova Italia
Anno 2005 Omaggio alla Polonia
Anno 2006 Omaggio alla Repubblica Ceca
Anno 2007 Omaggio alla Spagna
Anno 2008 Omaggio ad Israele
Anno 2009 Omaggio alla Gran Bretagna
Anno 2010 Omaggio alla Russia
Programma delle passate edizioni dei corsi di Perfezionamento musicale "Luigi Angelini"
Anno 2002Anno 2003
Anno 2004
Anno 2005
Anno 2006
Anno 2007
Anno 2008
Anno 2009
Anno 2010
Foyer
Foyer Marzo 2003Foyer Dicembre 2003
Foyer Agosto 2004
Foyer Agosto 2005
Foyer Luglio 2006
Foyer Agosto 2007
Foyer Agosto 2008
Foyer Agosto 2009
I Partner delle passate edizioni
Anno 2007Anno 2008
Anno 2009
Anno 2010
Rassegna stampa delle passate edizioni
Anno 2010Sempre tutto Festival
Ancora tanti appuntamenti. Per chi ama il rock, mescolato alla musica tradizionale folk inglese, ecco i Fairport Convention, band nata alla fine degli anni Sessanta. Nei primi tempi i giovani che la compongono si riuniscono per le prove in una casa chiamata Fairport, residenza della famiglia del chitarrista Simon Nicol. Dalla Convention in questo edificio, nasce il nome di un gruppo che ormai ha cavalcato più di quarant’anni di carriera, riuscendo a stabilire definitivamente il folk-rock inglese come genere musicale distinto in grado di influenzarne altri. Nel concerto di Città di Castello i Fairport Convention propongono le canzoni di maggior successo che hanno costellato il loro fulgido percorso artistico.
Dal jazz cubano di Paquito D’Rivera alle ardite traiettorie musicali del minimalismo di Michael Nyman; dai Five Songs di Britten al Tangobop, presentato in prima assoluta, del contemporaneo Fulvio Falleri, passando attraverso Paul Reade, Joseph Horowitz e Paul Creston: tutto questo può essere ascoltato nelle funamboliche interpretazioni di Federico Mondelci al sassofono, Corrado Giuffredi al clarinetto, Linda Di Carlo e Filippo Farinelli che si alterneranno al pianoforte. Nel 1950 Benjamin Britten scrisse Lacrymae un geniale omaggio alle malinconiche canzoni del suo conterraneo cinquecentesco John Dowland; e con Lacrymae si apre il concerto di Danilo Rossi alla viola, Enrico Dindo al violoncello, entrambi supportati dai pianisti Stefano Bezziccheri e Monica Cattarossi. Dopo il lirismo delle pagine di Britten un altro grande inglese, maestro dello stesso Britten, farà vibrare il violoncello di Dindo, uno tra gli artisti più virtuosi nel panorama internazionale. Si tratta della Sonata per violoncello e pianoforte di Frank Bridge, compositore, violinista e direttore d’orchestra di fine Ottocento che seppe esprimere il massimo grado della sua arte proprio nella musica da camera. Conclude il concerto il Trio in re minore per viola, violoncello e pianoforte op. 3 di Alexander von Zemlinsky. Il giovane e talentuoso violista Luca Guidi, vincitore del Premio Calpurnia 2008, è il protagonista di un altro concerto del Festival delle Nazioni. Accompagnato al pianoforte da Stefano Bezziccheri, Guidi si fa interprete di un’altra pagina memorabile di Britten dal titolo Reflection, per poi dar voce a Bridge con la Berceuse, la Serenade, l’Élégie e la Cradle Song. Conclude la serata la celeberrima Sonata Arpeggione di Franz Schubert.
Nel 2006 l’ensemble Fretwork ha celebrato il suo ventesimo anno di attività. Venti anni di carriera scanditi da magnifiche perfomance di musica antica e moderna. In queste due decadi di attività Fretwork ha esplorato il cuore del repertorio della grande musica inglese di tutti i tempi che la formazione ripropone anche nel concerto di Città di Castello accompagnato dalla voce del mezzosoprano Clare Wilkinson. Si potranno ascoltare in questo prezioso appuntamento le impeccabili linee melodiche dell’inglese Henry Purcell, accanto alle Fantasie, alle Courante, alle Arie, alle Sarabande di William Lawes, John Jenkins, Matthew Locke, musicisti inglesi del XVII secolo.
I Solisti di Perugia rappresentano nel panorama internazionale una consolidata realtà, un eccellente complesso d’archi che coniuga la tradizione dei più famosi ensemble cameristici italiani, a un nuovo e inconfondibile approccio interpretativo. Nel concerto per il Festival delle Nazioni, la formazione umbra impagina un programma che mette in risalto quella versatilità e quella raffinatezza d’espressione che li ha sempre connotati.
Di Benjamin Britten I Solisti daranno voce alla Simple Symphony per archi op. 4, per passare poi alla trascrizione per Quintetto che Salomon fece della Sinfonia detta London di Joseph Haydn. Conclude la Sinfonia n. 9 per archi di Felix Mendelssohn-Bartholdy.



