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  • § Foyer 2009

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Da Enrico VIII a Vacchi è sempre Hilliard

È una delle formazioni di voci maschili più rinomate nel mondo. È l’Hilliard Ensemble. Specializzato nel repertorio di musica antica e rinascimentale, genere cui dedica da decenni la propria attenzione, scoprendo ed eseguendo pagine rare, il gruppo britannico è noto anche per le sue raffinate incursioni nella produzione musicale del terzo millennio. Il nome dell’Hilliard si ispira all’omonimo miniaturista elisabettiano, come un prezioso intarsio è il concerto di Città di Castello, dove l’Ensemble offre, accanto alle gemme della letteratura madrigalistica del XVI e XVII secolo, le grandi strutture vocali del contemporaneo Fabio Vacchi. Memoria Italiana è il suggestivo titolo dell’opera per quattro voci che Vacchi ha composto, su testi di Franco Marcoaldi, proprio per l’Hilliard Ensemble e ora presentato in prima assoluta. Anche qui la scrittura del compositore bolognese si fa densa di rimandi, ricca di chiaroscuri e intenzioni che vogliono arrivare dritti al cuore dell’ascoltatore. Come seducenti sono le complesse architetture polifoniche di Cornish, Enrico VIII, Bennet, Weelkes, Farnaby, Arcadelt, Crockett, Verdelot, de Rore, Merulo, affidate sempre alle mirabili voci dell’Hilliard Ensemble.