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  • § Foyer 2008

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NELLA MUSICA D’ISRAELE TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

NEL SEGNO DI RAICHEL E KREMER

Apparentemente lontani nel genere, tanto vicini nel gesto artistico. Idan Raichel e Gidon Kremer, due tra i grandi ospiti del Festival, salgono sulla scena di Città di Castello in un confronto ideale. Nuova icona musicale nelle comunità israeliane ed ebraiche di tutto il mondo l’uno, straordinario e tra i meno convenzionali violinisti l’altro, Raichel e Kremer si uniscono in quell’unica ricerca tesa ad esplorare territori e linguaggi della musica sempre nuovi, a oltrepassare i confini della tradizione, innovandola, frammentandola in diverse identità, per poi ricomporla in una unica cifra, quella della Arte con la maiuscola che vuole attraversare le popolazioni di ogni latitudine.

Tastierista, compositore, produttore e arrangiatore israeliano, Idan Raichel ha portato al successo mondiale il suo Project, una mirabile fusione di musica etiope tradizionale, poesie arabe, canti yemeniti, cantillazione ebraica e ritmi caraibici. The Idan Raichel Project è esploso sulla scena musicale israeliana nel 2002, cambiando il volto della  musica pop israeliana e offrendo un messaggio d’amore e tolleranza. Ha già ottenuto un grandissimo successo in Israele con diverse hit in vetta alle classifiche e vincendo dischi di platino.
È stato proprio Idan a ideare il progetto invitando più di settanta musicisti di nazionalità e origini diverse a partecipare alle registrazioni. Raichel è sempre stato affascinato dalla musica delle comunità etiopi in Israele, che ha anche usato come base per le sue rielaborazioni. Il Project apre, inoltre, una nuova prospettiva sui conflitti del Medioriente, mostrando come popolazioni di cultura diversa in una zona del mondo martoriata, possano coltivare le proprie tradizioni culturali e allo stesso tempo creare nuove espressioni a contatto con l’altro, nel massimo rispetto reciproco. Da Beethoven passando per Schubert per approdare ad Astor Piazzolla.
Il funambolico, avvincente Gidon Kremer con la sua Kremerata Baltica nel concerto di Città di Castello, fa un volo trasversale nella letteratura musicale di tutti i tempi tenendo salde tra loro, in un programma raffinato e denso di rimandi, le sue passioni per musicisti di solido impianto classico e romantico, per compositori delle avanguardie storiche contemporanee come Rota, per i padri della jazz fusion come Chick Corea. Violinista versatile Kremer è sempre stato sostenitore dell’opera di compositori contemporanei russi e dell’Europa dell’Est e ha suonato le prime esecuzioni di molti importanti nuovi lavori, molti dei quali dedicati a lui. Ha inoltre collaborato con musicisti del calibro di Alfred Schnittke, Arvo Päart, Giya Kancheli, Sofia Gubaidulina, Valentin Silvestrov, Luigi Nono, Aribert Reimann, Peteris Vasks, John Adams e Astor Piazzolla, riuscendo a portare la loro musica al pubblico in un modo rispettoso della tradizione ma comunque sempre attuale.