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  • § Foyer 2008

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NELLA MUSICA D’ISRAELE TUTTE LE LINGUE DEL MONDO

Note di dialogo

La caratteristica, in un certo senso l’unicità, del Festival delle Nazioni è che ogni anno porta a Città di Castello la musica di una Nazione diversa. Il nostro sguardo si è fermato a lungo sui Paesi della vecchia Europa e nelle ultime edizioni si è allargato verso i paesi recentemente entrati nella Unione. Siamo andati in Polonia e nella Repubblica Ceca, per tornare poi ad esplorare la tradizione musicale della Spagna. La 41ma edizione ospiterà Israele.

L’occasione è data dalla ricorrenza dei 60 anni della fondazione dello Stato di Israele, ma non è questa la sola considerazione che ha determinato la scelta. Israele è la naturale conclusione di un percorso, partito dal cuore dell’Europa e passato per la Spagna, che ci ha fatto scoprire quanto profonda sia l’influenza della musica e della cultura ebraiche nella storia europea. Quello che cerchiamo nella musica dei diversi paesi è proprio l’incontro tra le culture e le tradizioni diverse.
La musica ebraica ne è forse l’esempio massimo: partita dall’Europa o dai paesi della diaspora ha poi arricchito tutto il mondo con grandissimi musicisti. Siamo convinti che dal confronto continuo scaturisca la ricchezza della storia. E che solo la capacità di parlarsi e di riconoscersi a vicenda possa allontanare i conflitti. Il concerto dell’Arab Music Orchestra di Nazareth, dove suonano insieme musicisti ebrei e palestinesi è l’esempio di come la musica possa essere veicolo di pace.

Giuliano Giubilei
Presidente Festival delle Nazioni