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  • § Foyer 2005

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Omaggio all’Europa di Chopin

L’edizione 2005 del Festival delle Nazioni torna allo spirito che originò la nascita di questa manifestazione mettendo al centro dell’attenzione la cultura musicale di un paese ospite: quest’anno sarà la Polonia.

Non potevamo ignorare il grande avvenimento politico, culturale ed economico di questi anni: l’entrata di nuove nazioni nella Comunità Europea; nazioni che tornano ad intrecciare la loro storia e il loro sviluppo con un tessuto di cui, in epoche passate, erano parte integrante.

Abbiamo cercato di esplorare la cultura musicale della Polonia, individuando quali ne siano state le linee di sviluppo, i personaggi e gli artisti che l’hanno maggiormente rappresentata nei secoli addietro ma anche le personalità più interessanti della contemporaneità; così come abbiamo cercato, anche se non certo in maniera esaustiva, di inquadrare gli autori polacchi nelle loro relazioni con la musica europea, coi loro "maestri" e le loro culture di riferimento; saranno presenti dunque nel programma opere di Cajkovskij, Dvorak, Skrjabin, Schönberg.
Dunque oltre che il grande Chopin, anima europea della Polonia per la sua storia e le caratteristiche della sua musica, proporremo stimoli ad approfondire la storia musicale di questo Paese, a partire da quel fecondo periodo in cui l'Università di Cracovia divenne il più importante centro culturale della Polonia rinascimentale.

Avremo modo quindi di avvicinarci all’irrequieto Karol Szymanowski, interessante protagonista di quell’epoca ricca di rivolgimenti sociali e fermenti culturali per l’Europa che fu il periodo a cavallo tra ‘800 e ‘900, proponendo uno dei suoi capolavori, lo Stabat Mater, e in prima italiana, la messa in scena della pantomima "Mandragora".

Le espressioni della contemporaneità saranno al centro di questa edizione del Festival con la presenza non solo di Krzysztof Penderecki in veste di compositore ed esecutore, ma anche di personaggi come Wojciech Kilar uno dei più importanti autori di musiche per il cinema, che ha collaborato con registi come Coppola, Waida, Polansky e Zanussi. Inoltre abbiamo commissionato una nuova composizione al giovane autore Hadrian Tabecki, e l'italiano Lorenzo Ferrero sarà presente con una sua interessante rielaborazione dei canti popolari di Chopin.
A testimonianza poi di un altro importante aspetto della cultura polacca ospiteremo il gruppo Klezroym con uno spettacolo basato sulla rivisitazione dei canti diffusi nel ghetto ebraico di Lodz durante l'ultima guerra mondiale. Lo spettacolo ci riporterà all'atroce sofferenza di un popolo che aveva trovato in terra polacca un alveo di sviluppo economico, sociale e culturale capace di arricchire tutta l’Europa in ogni ambito della vita civile.

Dunque si è voluto un Festival capace di indagare sui più diversi linguaggi della cultura: dal teatro musicale di Szymanowski alle improvvisazioni jazzistiche di Uri Caine, maestro nell'affrontare con profondità e disinvoltura al tempo stesso il rischio della rilettura di famosi brani della letteratura musicale europea; dal "salotto dei ricordi" su Chopin, alla musica klezmer fino ad un omaggio a Burri con una nuova produzione di danza commissionata a Virgilio Sieni

Il Direttore Artistico
Aldo Sisillo