46MA EDIZIONE OMAGGIO ALL’EUROPA
L’edizione 2013 del Festival delle Nazioni sarà dedicata all’Europa. Il nostro omaggio giunge in un momento in cui molti sono i segnali di incomprensione o di disaffezione all’idea di un’Europa intesa come entità politica unitaria.
Ci è sembrato dunque importante riflettere sugli intrecci artistici che hanno contribuito a formare, insieme alle radici filosofiche e religiose una condivisa identità culturale del nostro continente.
E’ indubbio che la musica, linguaggio universale per eccellenza, costituisse già nei secoli passati un substrato comune, cresciuto e sedimentatosi grazie ai continui e profondi scambi e alla circolazione di idee e pratiche diffuse fra gli artisti.
Riteniamo dunque che proprio dalle arti e dalla cultura possa riprendere la costruzione di una identità condivisa pur nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze.
Un primo esempio della intensa circolazione di artisti è rappresentato da quello che importanti musicisti fiamminghi hanno dato, già dalla prima metà del ‘500, nella promozione di una significativa diffusione di idee e di originali esperienze. In coerenza con questa impostazione il Festival dedicherà un concerto ad Orlando di Lasso, nel quale si manifesta la dimensione europea dei musicisti fiamminghi ai massimi livelli. Artista versatile e poliglotta, Lasso scriveva utilizzando diverse lingue, passando dal francese al tedesco, all'italiano, al latino, in un pastiche linguistico comico e divertito, ricco di doppi sensi. Anche il suo linguaggio musicale ha toccato ogni genere, dalla chanson al madrigale, dai generi minori delle villanesche e delle canzonette ai Lieder tedeschi, oltre a tutte le consuete forme della composizione sacra. Il concerto sarà eseguito dal gruppo Odhecaton e comprenderà le parodie dei linguaggi veneto, bergamasco, napoletano, tedesco, sino ad arrivare al linguaggio delle moresche, danze degli schiavi mori. Un concerto profano con voce recitante, ruolo affidato ad Enrico Bonavera, affermato attore della Commedia dell'arte, che collegherà alcune delle musiche alla loro funzione teatrale.
Nei secoli successivi diventa consuetudine diffusa tra i musicisti, spesso compositori ed esecutori al tempo stesso, di intraprendere viaggi che avrebbero portato a permanenze anche lunghe in paesi stranieri. Durante quelle esperienze accadeva spesso che i musicisti si organizzassero attraverso la promozione di attività concertistiche e didattiche per poter prolungare la loro permanenza all’estero. Questo permetteva loro altresì di entrare profondamente in contatto con la cultura del paese ospitante, di conoscere, assorbire e interpretare idee musicali e più in generale culturali nuove. Si pensi, per citare solo musicisti Italiani, ai viaggi e alle lunghe permanenze all’estero di Paisiello, Cimarosa, Boccherini, Salieri, Spontini, all’impronta di Antonio Vivaldi sulla produzione di Johan Sebastian Bach o alla fortissima influenza della musica italiana su tutta l’Europa del ‘700, o ancora allo stile compositivo di Händel, autore tedesco che visse la maggior parte della sua vita in Inghilterra, ma che scriveva opere in stile italiano e con i libretti in lingua italiana. Il concerto del Croatian Baroque Ensemble ci permetterà di ascoltare numerosi esempi di questi intrecci. Evidente per esempio sarà l’impronta che la quinta sonata di Albinoni diede al Terzo Concerto Brandeburghese di Bach; come emblematiche del sincretismo culturale tipico del suo stile saranno alcune arie del grande Händel eseguite dal contraltista Paolo Lopez in un programma che ricalcherà il repertorio del grande Farinelli.
A Bach il Festival dedicherà due iniziative artistiche incentrate sulle suite per violoncello interpretate da Mario Brunello, uno dei massimi esecutori di questo repertorio.
Questa rete di relazioni tra artisti (e non solo musicisti) ha intessuto fili di comunicazione che hanno coinvolto non solo autori ed esecutori, ma anche formato un pubblico che ha acquisito nei secoli, seppure non in maniera sempre consapevole, una competenza di base omogenea e al di sopra delle specificità nazionali. Si pensi alla musica da camera dell’Ottocento, che ha sicuramente contribuito alla creazione di una coscienza culturale comune della borghesia romantica, così come alle reciproche influenze tra autori in ambito sinfonico: la voglia francese di esotismo ispirata alla vicina Spagna, l’impronta della cultura francese su Chopin, l’influenza del sinfonismo tedesco sul linguaggio degli autori boemi, da Dvorak a Mahler.
Un importante percorso da seguire, sul quale il Festival intende proporre una specifica iniziativa artistica, è quello della nascita e dello sviluppo della grande scuola pianistica napoletana, di cui prestigiosi esponenti sono e sono stati Maria Tipo, Michele Campanella, Bruno Canino, Aldo Ciccolini e la stessa Marta Argherich (allieva di Vincenzo Scaramazza).
Si pensi al pianista svizzero austriaco Siegmund Talberg, che si trasferisce a Napoli e infonde la sua tecnica e la sua cultura musicale ai suoi allievi, fra i quali Beniamino Cesi che diverrà a sua volta un grande didatta e caposcuola. Lo stesso Cesi sarà maestro di Giuseppe Martucci il quale, recependone pienamente l’influenza, si appassionerà alla musica sinfonica e operistica tedesca (Brahms, Wagner) e, divenuto direttore del Conservatorio di Bologna e responsabile della programmazione del Teatro Comunale della stessa città, sarà il principale artefice della consacrazione di quella ‘Bologna Wagneriana’ in contrapposizione alla ‘Milano Verdiana’ (proprio a Bologna furono date le ‘prime’ di Lohengrin, Tristano, Tannahuser, Vascello fantasma, Parsifal).
Sempre grazie a Giuseppe Martucci, a Bologna si affermerà l’unica scuola sinfonica italiana tra Otto e Novecento, di cui Ottorino Respighi, formatosi anche alla scuola di Rimskj Korsakov, è stato il massimo esponente.
Il concerto di Simone Sammicheli, vincitore dell'edizione 2012 del Premio Alberto Burri per giovani interpreti, si incentrerà su questa complessa tematica, ripercorrendo gli scambi culturali citati ed eseguendo brani di Martucci, Talberg, oltre che di Chopin e Bach-Busoni. Altre reti di comunicazione si sono intessute naturalmente anche nel ‘900, e non solo nella musica cosiddetta “colta”: si va dall’influenza della Scuola di Vienna su tutta la musica europea del secondo dopoguerra, a quella del minimalismo inglese, alle tendenze diffusesi in tutto il continente nell’ambito della musica rock o pop. Il concerto del Quartetto Emerson ci permetterà di ascoltare e mettere in relazione autori della prima e della seconda scuola di Vienna: da Mozart e Beethoven a Webern.
A Brahms e Schubert invece sarà dedicato il concerto del versatile pianista irlandese Barry Douglas.
Il concerto che vedrà protagonisti i maestri Corrado Giuffredi, Federico Mondelci, Federico Nicoletta e Michele Marasco farà riferimento ad autori delle più varie correnti artistiche europee del ‘900 quali Berio, Poulenc, Pousseur, Schulhoff, Hindemith, Piazzolla.
Un progetto speciale sarà dedicato a Luciano Berio nel decennale della morte; divulgatore, critico acuto e instancabile organizzatore, è stato uno dei compositori italiani più importanti del dopoguerra e più conosciuti nel mondo anche per la sua capacità di esplorare fonti di ispirazione senza preclusioni. Il concerto sarà eseguito dall’eccellente Nextime Ensemble, incaricato tra l’altro di una corposa retrospettiva dell’opera di Berio, presso la Biennale di Venezia 2013.
Una originale iniziativa prevede la presenza del pianista e compositore Michael Nyman, uno dei padri del ‘minimalismo’, approccio stilistico che ha influenzato nuove generazioni di compositori europei. Egli, già segnalatosi come autore di importanti colonne sonore, presenterà al Festival una produzione artistica in prima italiana con la sua band. In una serata successiva, I Solisti di Perugia col flautista Massimo Mercelli permetteranno di ascoltare una produzione per flauto ed archi dell’autore sopracitato, assieme ad un concerto in stile minimalista composto da Giovanni Sollima, uno degli autori italiani più eclettici e apprezzati a livello internazionale. Ancora due brani di Sollima Alone e Lamentatio saranno eseguiti da Mario Brunello.
Nel 2013 cade come è noto il duecentesimo anniversario della nascita di Giuseppe Verdi; il Festival delle Nazioni renderà omaggio al grande musicista con il concerto inaugurale interamente a lui dedicato, che vedrà protagonisti Gabriele Lavia, voce recitante su testo di Sandro Cappelletto, e i Cameristi della Scala. Verranno eseguite fantasie da La Traviata, Don Carlos, Aida, Falstaff.
Riccardo Risaliti invece esplorerà, in un successivo programma, il mondo delle parafrasi pianistiche di Liszt su temi di sinfonie verdine.
Non potrà mancare altresì un omaggio a Wagner, infatti nel 2013 cade anche per il grande autore tedesco il duecentesimo anniversario della nascita.
Nel concerto che concluderà il Festival delle Nazioni l'Orchestra della Toscana diretta da Jonas Alber eseguirà le Ouverture da Eine Faust e dal Vascello Fantasma; completeranno il concerto l’esecuzione della celeberrima Sinfonia n.5 e la Fantasia corale per pianoforte coro e orchestra di Beethoven, all'interno della quale si potrà ascoltare il tema da cui sarà ricavato il famoso Inno alla gioia della Nona Sinfonia, diventato poi inno dell'Unione Europea. La Corale “Marietta Alboni” sarà diretta dal Maestro Marcello Marini e al pianoforte siederà uno dei più brillanti giovani pianisti italiani, Giuseppe Albanese.
Proseguendo una significativa tradizione il Festival delle Nazioni promuoverà la valorizzazione di giovani musicisti attraverso la organizzazione e promozione della 41ma edizione dei corsi di formazione e perfezionamento musicali. Essi permetteranno a giovani diplomati e diplomandi dei Conservatori e delle principali Istituzioni formative nazionali ed internazionali di incontrare docenti di chiara fama per migliorare le loro qualità interpretative. Per valorizzare la esperienza formativa dei corsi di formazione e perfezionamento musicali si organizzerà anche quest’anno il premio “Alberto Burri” per giovani interpreti, che prevede l’assegnazione di un importante riconoscimento finanziario al/alla giovane vincitore/trice del premio stesso come sostegno all’ulteriore sviluppo della sua formazione musicale. Avendo riscontrato nella scorsa stagione un importante successo di partecipazione al corso di aggiornamento per insegnati di musica sul metodo didattico Kodaly, è intenzione del Festival delle Nazioni proseguire quella esperienza anche nel 2013, decidendo così di considerare l’appuntamento di Città di Castello come una importante occasione annuale di riflessione sulla didattica musicale nel nostro Paese.