slide-home_04.09

4 settembre
ATHENӒUM QUARTET
ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Athenäum Quartet
Quartetto d’archi dei Berliner Philharmoniker
Laurentius Dinca violino • Stephan Schulze violino
Walter Küssner viola • Christoph Igelbrink violoncello

FRANZ SCHUBERT dal Quartetto per archi n. 13 in la minore op. 29 D. 804 Rosamunde: Andante
__
PAUL HINDEMITH Minimax. Quartetto per archi
JOHANNES BRAHMS Quartetto per archi in la minore op. 51 n. 2

Hindemith è stato uno dei compositori più influenti del Novecento. Un autore prodigioso, che ci ha lasciato un catalogo imponente di opere teatrali, musiche da camera e di scena, lavori orchestrali. In questo immenso repertorio ha incastonato alcune perle di straordinaria ironia, veri e propri scherzi musicali tra i quali spicca lo spassoso quartetto per archi Minimax – nome ripreso da una marca di estintori – che scimmiotta la musica militare. Il tema per Hindemith non era affatto ‘leggero’: il compositore, che servì l’esercito nell’ultimo anno della prima guerra mondiale e che perse suo padre sul fronte occidentale, provava una forte disillusione nei confronti del militarismo tedesco e della retorica dell’eroismo nazionale.

Questa chicca del repertorio cameristico del tedesco sarà affiancata da due grandi classici firmati Schubert e Bramhs, che saranno proposti nell’interpretazione dell’Athenäum Quartet, il quartetto d’archi dei Berliner Philharmoniker fondato nel 1990 dai componenti della prestigiosa orchestra berlinese.

 

 

festival invito conferenza stampa

19 maggio 2017: Conferenza Stampa presentazione 50ma edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello

Venerdì 19 maggio 2017 alle ore 11, nel Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia (corso Vannucci, 96) avrà luogo la conferenza stampa di presentazione della 50ma edizione del Festival delle Nazioni di Città di Castello, dedicata alla Germania e in programma dal 29 agosto al 9 settembre 2017.

Interverranno
Fernanda Cecchini Assessore ai Beni e Attività culturali della Regione Umbria
Luciano Bacchetta Sindaco di Città di Castello
Giuliano Giubilei Presidente del Festival delle Nazioni
Aldo Sisillo Direttore artistico del Festival delle Nazioni

festival invito conferenza stampa

slide-home_05.09

5 settembre
ENSEMBLE BERLIN/PEPPE SERVILLO
ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

IL BORGHESE GENTILUOMO

Ensemble Berlin
Musicisti dei Berliner Philharmoniker
Luiz Coelho, Bettina Sartorius violini • Walter Küssner viola
Hila Karni violoncello • Ulrich Wolff contrabbasso
Gili Schwarzman flauto • Ignacio Garcia corno
Erik Reike fagotto • Ishay Lantner clarinetto

Peppe Servillo voce recitante

WOLFGANG AMADEUS MOZART Divertimento per archi n. 1 in re maggiore KV 136
RICHARD STRAUSS Till Eulenspiegel einmal anders! op. 28
nell’elaborazione per violino, clarinetto, corno, fagotto e contrabbasso di Franz Hasenöhrl
____
RICHARD STRAUSS Der Bürger als Edelmann (Il borghese gentiluomo)
Suite dalle musiche di scena, op. 60, elaborazione per violino, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, clarinetto, fagotto, corno e voce recitante di Guy Braunstein
nuova versione elaborata da Peppe Servillo

Le Bourgeois gentilhomme è una delle commedie di maggior successo di Molière. È una satira sferzante che prende di mira i nuovi ricchi che si atteggiano a gran signori con risultati ridicoli, ma anche la manierata etichetta e i pomposi costumi della corte di Luigi XIV. Del testo sacro del teatro classico, Servillo ha ideato una personale riduzione, privilegiando le partiture e scegliendo per sé il ruolo di trait d’union di voce narrante, del protagonista e di alcuni comprimari. Nell’interscambio tra parola e musica viene fuori un racconto fatto di allusioni colte, supportato da una musica – pregevolmente eseguita dall’Ensemble Berlin, orchestra da camera composta dai musicisti dei Berliner Philharmoniker – che, non a caso, appare divertita e sa giocare con le citazioni, da Verdi a Wagner, alle turcherie di maniera. Attraverso i ritmi di danza, cesellati con grazia, traspare l’aspirazione del protagonista a un ideale fatto di eleganza.

slide-home_06.09_18.00

6 settembre
TESINI/BEZZICCHERI
ore 18.00

Monte Santa Maria Tiberina, Castello Bourbon

KAMMERMUSIK 1

Maria Giulia Tesini viola
vincitrice del Premio Alberto Burri per giovani interpreti 2016
Stefano Bezziccheri pianoforte

PAUL HINDEMITH Sonata per viola e pianoforte in fa maggiore op. 11 n. 4
ROBERT SCHUMANN Adagio e Allegro in la bemolle maggiore per viola e pianoforte op. 70
__
MATTHIAS HOPF Canto dalla trincea per viola e pianoforte
commissione Festival delle Nazioni, prima esecuzione assoluta
ROBERT SCHUMANN Märchenbilder op. 113
È con un programma tutto tedesco da Schumann ai giorni nostri che Maria Giulia Tesini, la vincitrice del Premio Alberto Burri 2016, si presenta da professionista sul palcoscenico del Festival. Come ogni anno infatti, un concerto del cartellone principale è dedicato al giovane strumentista promosso nell’edizione precedente del concorso tifernate, cui si offre l’importante occasione di esibire il suo talento a un anno dalla premiazione. Il programma – che la violista bolognese, classe 1992, affronterà accompagnata da un maestro al pianoforte quale è Stefano Bezziccheri – è impegnativo quanto stimolante perché alterna autori e stili diversi: dallo Schumann evocativo e fiabesco dei Märchenbilder a quello più serenamente domestico dell’Allegro e Adagio, composto, nella sua versione originale, per corno e pianoforte. Dall’interessante Sonata di Hindemith del 1919, un’opera giovanile raramente eseguita, ma non per questo meno ispirata rispetto ai lavori più maturi, fino al brano contemporaneo commissionato per l’occasione al compositore tedesco Matthias Hopf.

slide-home_06.09

6 settembre
MICHAEL NYMAN
ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

WAR WORK: 8 SONGS WITH FILM
scritto e diretto da MICHAEL NYMAN

Michael Nyman direttore e pianoforte
Hilary Summers contralto
Michael Nyman Band

prima esecuzione italiana
War Work è un ‘film con musica’ del 2015 che ricorda le sonorizzazioni di pellicole del cinema muto degli anni Venti già realizzate da Nyman, come ad esempio Battleship Potemkin, presentato al Festival delle Nazioni quattro anni fa. Ma stavolta al centro dell’attenzione del poliedrico artista inglese, in occasione della ricorrenza dei cento anni dall’inizio del conflitto, c’è la Grande Guerra, che viene raccontata attraverso le immagini d’archivio girate in Gran Bretagna, Francia e Germania durante i combattimenti, attraverso i testi dei poeti che hanno perduto la vita in battaglia, come August Stramm, Isaac Rosenberg e Alfred Lichtenstein, e attraverso la creazione musicale dello stesso Nyman. Il punto di partenza per questo suo nuovo progetto – ha voluto sottolineare musicista – è il titolo di una serie di componimenti del poeta francese Gaston de Ruyter: Chansons vieilles sur d’autres airs, ovvero ‘vecchie canzoni su altre arie’.

 

slide-home_07.09_18

7 settembre
COSIMO LINOCI/TRIO KLEOS
ore 18.00

 

Città di Castello, Loggiato della Pinacoteca comunale

KAMMERMUSIK 2

Cosimo Linoci clarinetto
Trio Kleos
Eugenia Lentini violino • Filippo Di Domenico violoncello
Mariangela Ciufredda pianoforte

JOHANNES BRAHMS Trio per violino, violoncello e pianoforte in do maggiore op. 87
PAUL HINDEMITH Quartetto per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte

Paul Hindemith, con la sua mentalità antiromantica e il personalissimo recupero delle forme classiche, è stato forse il compositore tedesco più prolifico degli anni Venti. Dopo un esordio da ‘rivoluzionario’, ha assestato la sua carriera su un percorso di altissimo artigianato; la musica da camera, soprattutto, fu per lui terreno particolarmente idoneo alla sperimentazione, per le possibilità offerte da un organico eterogeneo capace di produrre, mantenendo la chiarezza, un imposto sonoro e risultati espressivi inediti. Ne è un esempio suggestivo il Quartetto per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte che Hindemith compose nel 1938, anno in cui fu costretto a emigrare in Svizzera a causa della critica culturale nazista, non contenta della sua ‘modernità’.
Con questo pezzo, e con il Trio op. 87 di Brahms del 1882, splendido esempio dell’arte cameristica del maestro di Amburgo, si misurano il clarinettista Cosimo Linoci e il Trio Kleos formato da giovani musicisti che hanno frequentato i corsi di musica da camera nella scorsa edizione del Festival.

slide-hom_07.09

7 settembre
ALEXANDER LONQUICH
ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Alexander Lonquich pianoforte

ROBERT SCHUMANN Intermezzi op. 4
ROBERT SCHUMANN Fantasiestücke op. 12
ROBERT SCHUMANN Studi in forma di variazione su un tema di Beethoven
ROBERT SCHUMANN Davidsbündlertänze op. 6

 
Il feeling tra Alexander Lonquich e la musica di Robert Schumann è evidente. Merito forse delle origini tedesche dell’interprete, o del suo interesse per l’indagine degli aspetti psicologici legati alla musica, così importanti nell’approcciarsi a una personalità complessa come quella del compositore romantico. Qualunque sia la ragione di tale speciale sintonia, ne potremo godere pienamente in questa maratona musicale tutta schumanniana, che si apre con gli Intermezzi op. 4, primo capolavoro composto a ventidue anni, per concludersi con la raccolta delle Davidsbündlertänze, danze di quei compagni che il compositore creò nella sua immaginazione ponendoli al suo fianco nella lotta ideale contro l’ambiente musicale conformista e diffidente del suo tempo.
Tra i pianisti più importanti del panorama attuale, Lonquich ha conquistato nel 2017 il prestigioso il Premio Abbiati, l’Oscar della musica, «per la versatilità e la costante maturazione come musicista totale che unisce l’attività solistica intensa e motivata, il lavoro come direttore d’orchestra e camerista, l’impegno in ambito didattico e l’ideazione di laboratori musical-teatrali, alcuni dedicati all’infanzia, progettati per far dialogare musica, cultura e altri linguaggi d’arte».

slide-hom_08.09_18.00

8 settembre
NEL SEGNO DI BACH
ore 18.00

Citerna, Chiesa di San Francesco

NEL SEGNO DI BACH

Enrico Bronzi violoncello
Pierpaolo Maurizzi pianoforte

JOHANN SEBASTIAN BACH Chromatische Fantasie und Fuge BWV 903
trascrizione per violoncello e pianoforte di Ferruccio Busoni
LUDWIG VAN BEETHOVEN Sonata per violoncello e pianoforte n. 5 in re maggiore op. 102 n. 2
JOHANNES BRAHMS Sonata per violoncello e pianoforte n. 1 in mi minore op. 38

Bach, Beethoven, Brahms; e l’arte della fuga a unire con un filo rosso tre gioielli del repertorio cameristico.
Il punto di partenza non può essere che il Kantor di Lipsia, maestro della forma fugata, con la sua Fantasia cromatica e fuga scritta per clavicembalo, ma in repertorio sia nella versione per violoncello e pianoforte che in quella per pianoforte solo di Busoni. L’opera risale agli stessi anni del primo libro del Clavicembalo ben temperato: siamo nel 1720-1730 e Bach, anche attraverso quest’opera, voleva mostrare tutte le risorse tonali disponibili con l’adozione del temperamento equabile.
Beethoven, nel 1815, introduce il principio della polifonia barocca nello stile classico: così nasce l’op. 102, e in particolare la seconda Sonata che di questo ‘stile’ ne è un manifesto, non solo per il fugato in quattro parti che conclude il brano ma anche perché il principio di costruzione polifonica del discorso si estende a tutta la composizione. Infine Brahms, con la splendida Sonata op. 38 del 1862-1865, nella quale sono del tutto espliciti i riferimenti a materiali tematici della bachiana Arte della fuga.

slide-hom_08.09

8 settembre
MOVING WITH PINA
ore 21.00

Città di Castello, Teatro degli Illuminati

MOVING WITH PINA

una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch
di e con Cristiana Morganti

produzione Il Funaro – Pistoia con l’accordo e il sostegno
della Pina Bausch Foundation – Wuppertal

Da più di vent’anni storica interprete del Tanztheater di Wuppertal, Cristiana Morganti propone un viaggio nell’universo di Pina Bausch, visto dalla prospettiva del danzatore. Com’è costruito un assolo? Qual è la relazione tra emozione e movimento? Quand’è che il gesto diventa danza? Qual è la relazione tra il danzatore e la scenografia? E soprattutto, come si crea il misterioso e magico legame tra l’artista e il pubblico? Eseguendo dal vivo alcuni estratti del repertorio del Tanztheater, Cristiana Morganti racconta il suo percorso artistico e umano con la grande coreografa tedesca e ci fa scoprire quanta dedizione, fantasia e cura del dettaglio siano racchiusi nel linguaggio di movimento creato da Pina Bausch.

 

 

slide-hom_09.09

9 settembre
ORCHESTRA DELLA TOSCANA/GRIN
ore 21.00

Città di Castello, Chiesa di San Domenico

Orchestra della Toscana
Leonid Grin direttore

Laura Andreini soprano
Chiara Chialli mezzosoprano
Mauro Borgioni baritono
Edoardo Milletti tenore

Corale Marietta Alboni
Marcello Marini maestro del coro

LUDWIG VAN BEETHOVEN Sinfonia n. 9 in re minore op. 125 per soli, coro e orchestra
Da tempo assente dalla programmazione del Festival, la Nona è una delle pagine più importanti della letteratura sinfonica tedesca e un monumento della musica di ogni tempo.
La creazione di questo imponente affresco sinfonico – rivoluzionario, non solo per la presenza dei soli e del coro – occupò la mente di Beethoven per gran parte della sua vita: il compositore appuntò alcuni elementi musicali fin dal 1794, li propose in altri lavori, ed è probabile che l’idea stessa di musicare l’ode di Schiller, An die Freunde – un testo del 1785, divenuto simbolo degli ideali dei giovani tedeschi – l’avesse già avuta negli anni dell’Università a Bonn. Fu solo nel 1823 però che cominciò a dedicarsi completamente a questa composizione, che debuttò l’anno successivo a Vienna: un concerto memorabile, con lo stesso autore sul podio benché, date le sue condizioni di salute, la concertazione fosse stata curata da altri. Il pubblico accolse la Sinfonia con grande entusiasmo, tributando a un Beethoven ormai completamente sordo, invece degli applausi, un festoso sventolare di fazzoletti.
Con i versi e le eloquenti note dell’Inno alla gioia si chiude idealmente, con una nota di speranza, il progetto triennale del Festival dedicato al complesso contesto culturale negli anni della Grande Guerra.